La mappa delle mamme peer
La mappa delle mamme peer

Sei una mamma e hai problemi con l’allattamento del tuo bambino? Pachamamma peer te ha creato una utilissima mappa per cercare la mamma peer a te più vicina che ti aiuti in questo momento delicato

pachamammasostegnoallallattamento.jpgPACHAMAMMA PEER TE
Gruppo di sostegno all’allattamento
https://www.facebook.com/pachamammapeerte

PROBLEMI DI ALLATTAMENTO, PIÙ FREQUENTI DI QUANTO SI PENSI

Uno dei momenti più belli per una neomamma è quello dell’allattamento.

Sì, vero, ma diciamocela tutta: non è che siano sempre rose e fiori.

Io mi sono trovata a tirarmi il latte per ben tre mesi, ad allattare Diana con i paracapezzoli e solo l’aiuto di un’ostetrica ha fatto sì che io riuscissi ad avviare questo allattamento faticoso, proseguito poi fino a 22 mesi.

Uno dei motivi per cui ho aperto questo blog è perché, da che sono rimasta incinta fino ai primi mesi di mia figlia, mi sono trovata sempre a mangiarmi le mani per aver scoperto tante cose quando era oramai troppo tardi. E quindi vorrei evitarlo alle altre mamme.

CHI È UNA MAMMA PEER E COSA FA

Fra le cose che non sapevo ci sono le Mamme Peer. Chi sono? Sono mamme formate ad hoc per sostenere le altre mamme che hanno qualche difficoltà con l’allattamento: da loro avrete sostegno, informazione e consigli utilissimi.

Questa mappatura è stata creata dal gruppo di sostegno all’allattamento Pachamammma peer te pensando alle esigenze delle mamme alle prese con piccole difficoltà nell’allattamento, ma è anche uno strumento efficace per promuovere la cultura dell’allattamento materno.

COME UNA MAMMA PEER PUÒ AIUTARTI GRATUITAMENTE CON L’ALLATTAMENTO

Può servire infatti:
-alle mamme alle prese con piccole difficoltà che cercano un sostegno GRATUITO vicino a loro (basta cliccare sulla mappa, trovare e contattare una mamma di sostegno)
– alle mamme di sostegno all’allattamento con attestato del corso OMS/Unicef di almeno 20 ore per sentirsi parte di una rete (basta scrivere a [email protected] per essere inserite nella mappa)
– a sensibilizzare l’opinione pubblica e le autorità sulla necessità di maggiore collaborazione tra istituzioni e mamme di sostegno (passo 7 dei Sette passi della comunità amica del bambino https://www.unicef.it/Allegati/7_passi_BFCI.pdf e passo 10 dei Dieci passi dell’ospedale amico del bambino OMS/Unicef https://www.unicef.it/doc/150/dieci-passi-per-allattamento-al-seno.htm)

LA MAPPA DELLE MAMME PEER

Condividiamola il più possibile perché sia uno strumento efficace e capillare in tutta Italia!

#peer #mammepeer #mappatura #allattamento
https://www.google.com/maps/d/viewer?mid=1EgiIvMONWg96vYV_dZ9fYSedcvaKvvCm&usp=sharing

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Silvia Lombardo è nata nel 1978 a Roma da madre trasteverina e padre siracusano. Dopo una breve pausa in una città mostruosamente più a misura d’uomo come Torino, vive tuttoggi nella Capitale dove si aggira, minacciosa, con carrozzina e passeggino dall’agosto 2016. Diplomata alla Scuola Holden di Torino, si è occupata di cultura e spettacolo per alcune agenzie giornalistiche, ha scritto e realizzato un film a costo zero sul precariato dal titolo “La ballata dei precari” e pubblicato “La ballata dei precari – Guida di sopravvivenza per trentenni” (Miraggi Edizioni, 2011). Fra le altre cose ha fatto la giornalista, l’addetta stampa e l’insegnante di multimedialità per le scuole elementari e i licei. Ha collaborato con la Bel-Ami Edizioni, il Circolo Letterario Bel-Ami, Millionaire, Donne Sul Web, Rai e è stata una blogger de L’Unità. Ha insegnato sceneggiatura e da 12 anni studia il fenomeno della musica scritta nei campi di concentramento, sul quale ha scritto un documentario, uno spettacolo realizzato all’Auditorium Parco della Musica nel gennaio 2015 (con, tra gli altri, Ute Lemper e Marco Baliani) e, la cosa più bella, una lezione concerto per portare questa musica fra i ragazzi delle scuole medie e superiori. Nonostante nessuno avrebbe scommesso una lira sulla suddetta come mamma, il soggetto si dimostra pieno di buona volontà. E menomale perché Diana non dorme, non vuole parlare, non vuole camminare e non rinuncia al latte materno neanche con le cannonate. Quando il gioco si fa duro, non resta che inforcare fascia e passeggino e andare in giro per la città. Prima o poi una delle due dovrà pur dormire…