Mamma Lavoro da casa Partita Iva

Il Covid-19 ha trasformato in smart worker anche i lavoratori dipendenti, portando alla luce tutte le difficoltà che incontrano i titolari di Partita Iva che per di più svolgono la professione da casa.

Il #Covid-19 è un virus altamente democratico che ci ha trasformato in stranieri portatori di malattie mentre puntavamo il dito contro gli altri; che ha eletto a salvatori della Patria medici e infermieri fino al giorno prima maltrattati nei pronto soccorso di tutta Italia; che ha trasformato in insegnanti anche le mamme che attaccavano la categoria; che ha reso all’improvviso nonni e babysitter h24 tutti i genitori; che ha aperto gli occhi a chi puntava il dito contro le casalinghe ree di stare in casa e quindi di non stancarsi mai; che ha fatto evaporare l’aura di santità che aleggiava sui Paesi del nord Europa – molto più civilizzati di noi – che “si dovranno abituare a perdere i loro cari”.

Mamma Lavoro da casa Partita Iva

L’esercito delle Partite Iva: le persone non sono numeri

Il #Coronavirus ci ha reso tutti un po’ più l’altro…
O meglio, ha reso tutti un po’ più simili a me.
Già, perché io appartengo a quella categoria di lavoratori che esercita la sua professione da casa 365 giorni l’anno.

E faccio anche parte di quei 5 milioni di disgraziati che vengono definiti in base a una sequenza di 11 cifre, chiamata Partita Iva. Avete mai fatto caso che quando si parla di noi lavoratori indipendenti, si utilizza sempre l’appellativo “l’esercito delle Partite Iva”, come se fossimo tutti parte di un unico grande, sconfinato mare indistinto?

Mamme che lavorano a casa con Partita Iva

Prima della quarantena la frase che mi veniva ripetuta più spesso era: “Tu sì che sei fortunata, con la Partita Iva puoi lavorare quando vuoi e goderti i figli, stare con loro a casa e seguirli in tutte le loro attività”…
Fino a oggi questa frase scatenava in me un moto di ribellione e fastidio. Perché se è indubbiamente vero che ho maggiori possibilità di passare del tempo con i miei figli, è altresì vero che non posso lavorare quando voglio. Essere titolare di una P.I., infatti, non esula dall’avere scadenze, pagamenti e consegne, anzi. 

Mamma Lavoro da casa Partita Iva

Non potendo contare su un’entrata fissa costante, non avendo ferie e malattie pagate, la stragrande maggioranza di noi tende ad accettare lavori diversi anche tutti insieme per non ritrovarsi, nei mesi successivi, senza stipendio.

E, il più delle volte, non riuscendo a svolgere tutto in mattinata quando i piccoli sono a scuola, si rassegna a lavorare dopo averli messi a letto o mentre aspetta che finiscano la lezione di nuoto o calcio. O, peggio ancora, a farlo insieme con i bambini dovendo convivere con i loro occhi tristi e i loro sguardi rassegnati, mentre il cuore gli si spezza. Il tutto mentre la vita ovviamente va avanti fra pranzo, cene, lavatrici, pulizie.

Ho sempre invidiato molto chi poteva permettersi di posare l’ipotetica penna sulla scrivania (o spegnere il computer, come nel caso della mia professione) e non preoccuparsi più del lavoro fino al giorno o addirittura al lunedì successivo.

E pensare che oggi, con la quarantena forzata, molti di noi si accontenterebbero di lavorare anche di notte pur di continuare a farlo, ben sapendo che i 600 euro una tantum proposti dallo Stato non serviranno purtroppo nemmeno a coprire le bollette. 

Mamma Lavoro da casa Partita Iva

Smart working e lavoro dipendente: il Coronavirus ha cambiato il modo di esercitare le professioni

Non sono una che ama lamentarsi o mettere per forza i puntini sulle i quando parla del proprio lavoro, ma in questo caso, assurdamente, c’ha pensato il Coronavirus a farlo.

Adesso che siamo tutti a casa, adesso che lo smart working è la nuova religione degli italiani, tutti hanno dovuto fare i conti con la vita dei lavoratori – da casa – indipendenti.

Ed è così che sui social vengono descritte scene apocalittiche di mamme e papà distrutti, seduti a una scrivania di fortuna, che cercano di concentrarsi fra urla di bambini disperati che richiedono a gran voce la loro attenzione; videochat di parenti che raccontano di essersi chiusi a chiave in bagno per poter parlare con il capo senza interruzioni, deselezionando il microfono in uscita per paura del rumore della doccia che perde da anni; telefonate fra amici esausti che, dopo appena 10 giorni di clausura, non sanno più come intrattenere i figli mentre lavorano e cercano un modo per organizzarsi e concentrare tutto in quell’ora e mezza in cui i pargoli dormono; discussioni in fila aspettando di entrare al supermercato a metri di distanza fra persone che non si sono mai viste, ma si scambiano consigli per riempire il tempo dei bambini con lavoretti, attività e giochi; foto di gente in camicia, giacca e i pantaloni del pigiama che non ha fatto in tempo a finire di vestirsi prima della conference call perché il piccolo ha pensato bene di fare il bagnetto a macchinine e bambole nel bidè da solo…

Mamma Lavoro Casa Partita Iva

Lavoro da casa e ho la Partita Iva: quando “gli altri siamo noi”.

Beh, che dire, “benvenuti nel nostro mondo“.
Dopo questa esperienza sono convinta, che una volta finito tutto, al mio “lavoro da casa e ho la Partita Iva”, seguirà come minimo una pacca sulla spalla e tanta solidarietà.