Lo sappiamo tutte: riuscire a conciliare la famiglia – la voglia di stare con i figli, accudirli e seguirli – e la vita lavorativa – i ritmi sostenuti, le riunioni e mille responsabilità – non è per nulla semplice. 
Ci sono, poi, alcune professioni che sono ancora più difficili da combinare con le esigenze e le necessità dei bambini, soprattutto se piccoli.
Un esempio? La musicista. O l’attrice. O ancora la regista. 
E se si è tutte e tre le cose?
Ma soprattutto, se contemporaneamente si è anche mamma di due gemelli?

Roberta Rossi, cantante e cantautrice romana, ha pubblicato 2 album, “Nuove Forme”, il suo lavoro d’esordio e “Mi sono innamorato di Tenco”, disco tributo a Luigi Tenco, assieme a Daniele Bazzani; ha scritto ed esegue dal vivo le musiche per “La Morte della Bellezza” di G. Patroni Griffi per la regia di Nadia Baldi; è stata l’apertura di Franco Battiato al Vulci Festival ed… è diventata mamma di Elia e Teo da poco più di due anni.

Una supereroina? Assolutamente no, una donna normale che vive in un mondo, quello dello spettacolo, in cui farsi rispettare come artista e mamma, è davvero un’impresa ardua.

Cosa significa essere una mamma, musicista, regista e attrice, anzi una mammadigemelli/musicista/regista/attrice?

“Quando sono diventata mamma ho compreso con lampante chiarezza cosa significa la disparità di genere: non avrei mai immaginato quanta fatica dovesse fare una donna per riuscire a sopravvivere nel mondo del lavoro (e non solo in quello) avendo scelto di avere dei figli!
Ancora oggi faccio fatica a credere quanto poco le donne, le mamme e i loro cuccioli vengano tutelati da questa società inconsapevole e superficiale che non vede, o non vuol vedere, l’importanza della procreazione e dell’educazione come immensa risorsa per il futuro. 
Essere una mammadigemelli-musicista/regista/attrice per me significa proprio questo: credere e investire nel futuro, nell’amore e nella cultura, in ogni scelta e in ogni gesto quotidiano.
Voglio insegnare ai miei figli che possono essere tutto ciò che vogliono, che possono essere persone felici e parte attiva del cambiamento di cui la società e il pianeta hanno urgente bisogno”.

Mamma musicista attrice regista

Quanto è difficile conciliare il lavoro, un lavoro davvero particolare come il tuo, con le esigenze e i bisogni dei piccoli?

“In questo momento storico condividiamo tutti una grande incertezza per il futuro e la nostra generazione è costretta a confrontarsi con il tema della precarietà, inevitabilmente, in tutte le professioni ma, in effetti, il mio lavoro ha una sorta di struttura precaria dai tempi dei tempi tanto che, socialmente, viene percepito come un passatempo, un hobby e si fa molta, troppa, fatica a dargli il valore che merita, sia per l’impegno, lo studio e la dedizione che richiede a chi di questo vive, sia per l’impatto che ha sulla vita di ognuno di noi e lo spessore di cui arricchisce le persone che fruiscono di arte e cultura.
Veniamo considerati dei privilegiati perché amiamo il nostro lavoro ma nessuno considera quante frustrazioni, quanta sofferenza e quante paure dobbiamo affrontare per aver fatto una scelta così ardita.
Inoltre, quello dello spettacolo è un ambiente estremamente competitivo da cui è impossibile prendersi una pausa senza che questo non comprometta anni faticosissimi di costruzione di una carriera e confesso che, per il primo anno dei miei piccoli, non sono affatto riuscita a conciliare la professione con la maternità. Ho fatto, con estrema gioia, la mamma a tempo pieno.

Mamma musicista attrice regista
Credo che si debba prevedere, perché ritengo sia nella natura delle cose, un tempo –tutelato- per le mamme e i loro figli che sia libero dal ricatto sociale del dover essere la super-donna che gestisce famiglia, casa, figli, lavoro, rapporto di coppia e chi più ne ha più ne metta!
Abbiamo diritto a vivere la maternità appieno, anche rientrando a lavoro, abbiamo il diritto di rispettare i bisogni dei nostri figli e non dimenticarci di noi stesse (perché siamo, di solito, le prime a cui togliamo cure e attenzioni).

Mamma musicista attrice regista

Oggi Elia e Teo hanno poco più di 2 anni e conciliare le loro necessità
con le necessità lavorative diventa gradualmente più plausibile,
ma non mancano i salti mortali!

Per riuscire a portare a termine alcuni lavori mi capita di stare sveglia anche di notte… se devo scrivere, preparare lezioni, studiare e approfondire argomenti da implementare nelle mie competenze… la stanchezza si è quadruplicata e già prima non era poca!”.

Come è stato tornare a lavorare dopo la maternità?

Avendo avuto una gravidanza gemellare abbastanza faticosa e, purtroppo, a rischio, ho dovuto sospendere la mia attività lavorativa già dai primissimi mesi di gestazione. Dovetti lasciare anche l’insegnamento, attività che svolgo con grande amore e passione e che reputo parte integrante della mia attività artistica, essendo un continuo scambio di conoscenze, esperienze e contatto umano.

Mamma musicista attrice regista

Inoltre, come dicevo prima, il primo anno dei gemelli sono stata una mamma a tutto tondo, ho voluto allattare, occuparmi dello svezzamento e godermi ogni momento della loro crescita e, comunque, ero fisicamente e psicologicamente molto provata e non ho avuto quella prestanza e quel coraggio di ributtarmi nella mischia!
Credo davvero ci voglia del tempo per tornare alla vita produttiva… Dunque sono stata ferma per quasi 2 anni e tornare a lavorare è stato un mio grande desiderio e un grande bisogno.
Facendo però parte di una categoria quasi del tutto invisibile, priva di ogni garanzia e tutela, il rientro a lavoro è stato difficilissimo. È stato quasi come ricominciare da capo, seppure la mia esperienza e le mie competenze mi hanno portato a una buona ripresa molto presto, la fatica fatta è stata indescrivibile”.

Napoli Teatro Festival
UNA PERSONA. Ovvero come Fernando scoprì di essere stato Luigi
21 luglio ore 21.00

Tra poco debutterai anche come regista al Napoli Teatro Festival, come riesce a organizzare la vita famigliare e a conciliare impegni che ti portano lontano anche per diversi giorni?

Questo spettacolo che presenterò a Napoli il 21 luglio è un lavoro che è nei miei pensieri da più di vent’anni e riguarda una mia passione letteraria, Fernando Pessoa, fondante per tutto il mio percorso artistico, questo per dire che c’è una fortissima motivazione alla base di tutti i sacrifici che sto facendo.
Per fortuna ho un grande aiuto da parte di mio marito, musicista e compositore anche lui (Andrea Bonioli), e dai nonni, vero patrimonio dell’umanità! Quando sono fuori città ho la tranquillità di sapere i miei figli sereni, coccolati e viziati dai loro nonni: Teo ed Elia sono entusiasti di passare del tempo con loro e questa è un’inestimabile fortuna per cui non li ringrazierò mai abbastanza. Ovviamente sento moltissimo la loro mancanza ma credo anche che sia importante, e faccia bene anche a loro, imparare un po’ d’autonomia e allenarci dolcemente alla separazione.
Sicuramente dovrebbero esserci più tutele anche in questo senso per le mamme, aiuti finanziare e possibilità di affidarsi a qualcuno per l’accudimento dei loro figli in caso di necessità.

Mamma musicista attrice regista

Se dovessi dare un consiglio alle neomamme musiciste/registe/attrici come te, cosa diresti loro?

Direi alle mie colleghe, o future colleghe, le stesse cose che direi ai miei figli; di non rinunciare mai a essere ciò che sono, anche se la società le svilirà e le prevaricherà, perché il cambiamento siamo noi.

Il nostro desiderio, la nostra dedizione e il nostro impegno cambieranno il mondo.

Senza di noi, senza i nostri figli, senza le nostre passioni, non c’è futuro per nessuno.