Bambini e sicurezza in auto (1)

La Fondazione Ania e l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù insieme per un numero speciale di A Scuola di Salute tutto dedicato alla sicurezza dei più piccoli in automobile.

FONDAZIONE ANIA
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OSPEDALE PEDIATRICO BAMBINO GESU’
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Viaggiare in auto con i bambini, si sa, richiede qualche accortezza in più per la loro sicurezza. C’è chi, sfinito per i capricci, alla fine chiude un occhio e porta il bimbo in braccio. Io un pomeriggio sono rimasta dentro l’auto parcheggiata in preda a un’ora e mezzo di capricci di Diana: l’unica soluzione, capito che era sonno, è stata farla addormentare e legata correttamente al seggiolino.

C’è chi dice in fondo è per pochi metri! è vicino cosa vuoi che succeda, all’epoca nostra i seggiolini non si usavano!

Sì, ma qualcuno di voi sa i dati sulla mortalità infantile dell’epoca nostra per via degli incidenti stradali? Io, comunque, sono una babbiona del 1978 e il seggiolino lo avevo. Una roba vintage di pelle bordeaux che a ripensarci ora è la cosa più brutta di cui io debba essere grata ai miei genitori!

sicurezza in auto bambini seggiolini legge norme gruppi

Quando Diana aveva 5 mesi un automobilista non rispettò lo stop, prendendoci in pieno e facendoci sbattere prima sui cassonetti e poi contro un’altra auto.

Eravamo a 200 mt da casa e se Diana non fosse stata legata a dovere nell’ovetto non starei forse qui a scrivere Roma03.

Per questo è importante che tutti i neogenitori e genitori leggano questo numero speciale di A Scuola di Salute “BAMBINI E SICUREZZA IN AUTO” (scaricalo qui) redatto da Fondazione Ania (Associazione Nazionale fra le imprese Assicuratrici) e Ospedale Pediatrico Bambin Gesù.

L’impegno comune è ovviamente mai più bambini vittime della strada!

Nella pubblicazione si parla di tanti argomenti di importanza, è proprio il caso di dirlo, vitale:

  • L’importanza della sicurezza in auto
  • Incidenti stradali e bambini: numeri che devono far riflettere
  • I sistemi di ritenuta: cosa sono, come si usano, come si montano, quale scegliere
  • Come si trasportano i bambini in auto e quali sono le sanzioni per chi viola queste importanti leggi
  • Tutte le novità sulle normative
  • I sensori anti abbandono

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Si parla anche di un altro problema frequente nei bambini in viaggio che è il mal d’auto: io ne sono stata vittima per tutta l’infanzia… ho bellissime foto sui belvedere della Costiera Amalfitana in cui ho la faccia dello stesso colore degli alberi.

E visto che il bel tempo è finalmente arrivato e molto presto cominceremo a girare per valli, monti e spiagge con i nostri piccoli e le nostre auto vi auguro buon viaggio ma, soprattutto, buona lettura!

ps. Potete approfondire l’argomento con il precedente opuscolo, sempre redatto da Fondazione Ania, dal titolo Bimbi in Sicurezza, utile depliant riassuntivo sui seggiolini.

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Silvia Lombardo è nata nel 1978 a Roma da madre trasteverina e padre siracusano. Dopo una breve pausa in una città mostruosamente più a misura d’uomo come Torino, vive tuttoggi nella Capitale dove si aggira, minacciosa, con carrozzina e passeggino dall’agosto 2016. Diplomata alla Scuola Holden di Torino, si è occupata di cultura e spettacolo per alcune agenzie giornalistiche, ha scritto e realizzato un film a costo zero sul precariato dal titolo “La ballata dei precari” e pubblicato “La ballata dei precari – Guida di sopravvivenza per trentenni” (Miraggi Edizioni, 2011). Fra le altre cose ha fatto la giornalista, l’addetta stampa e l’insegnante di multimedialità per le scuole elementari e i licei. Ha collaborato con la Bel-Ami Edizioni, il Circolo Letterario Bel-Ami, Millionaire, Donne Sul Web, Rai e è stata una blogger de L’Unità. Ha insegnato sceneggiatura e da 12 anni studia il fenomeno della musica scritta nei campi di concentramento, sul quale ha scritto un documentario, uno spettacolo realizzato all’Auditorium Parco della Musica nel gennaio 2015 (con, tra gli altri, Ute Lemper e Marco Baliani) e, la cosa più bella, una lezione concerto per portare questa musica fra i ragazzi delle scuole medie e superiori. Nonostante nessuno avrebbe scommesso una lira sulla suddetta come mamma, il soggetto si dimostra pieno di buona volontà. E menomale perché Diana non dorme, non vuole parlare, non vuole camminare e non rinuncia al latte materno neanche con le cannonate. Quando il gioco si fa duro, non resta che inforcare fascia e passeggino e andare in giro per la città. Prima o poi una delle due dovrà pur dormire…