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Anche nelle migliori famiglie la parola “per sempre” non rispecchia spesso la realtà. L’amore passa, la stima cambia, le relazioni si trasformano e accade che ci si lascia. E se ci sono i bambini? Come affrontare una separazione, o addirittura, un divorzio con i bambini?

LA FAMIGLIA VOLPITASSI
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TIZIANA CAPOCACCIA
Autrice di Fiabe per trattare argomenti difficili
Qui il suo sito
Qui il suo libro sulla separazione

Quando i cartoni ci vengono in aiuto

La famiglia Volpitassi è la storia di una famiglia differente e nuova che nasce da due precedenti famiglie tra loro differenti.

Le storie prendono vita dapprima nei libri di Brigitte Luciani illustrati da Eve Tharlet, poi diventano anche una serie di episodi animati in tv.

L’autrice, Brigitte Luciani, racconta in un’intervista di aver trovato l’ispirazione per la famiglia Volpitassi guardando un documentario sulle volpi alla tv. Nel documentario veniva spiegato che in natura, la volpe a volte occupa il territorio di un tasso, in questi casi accade che il tasso, anziché cacciar via la volpe, preferisca ingrandire il suo territorio. Invece di un conflitto, nasce una convivenza.
La coabitazione di tassi e volpi, offre così all’autrice la possibilità di raccontare molte storie sia sul tema della famiglia allargata, ma anche sul confronto tra due culture, due modi di vivere diversi.

Tipico della volpe

volpe

Che la volpe abbia la caratteristica di invadere territori altrui, non mi è nuova come cosa. Proprio la scorsa notte ho visto con i miei occhi una volpe passeggiare sul prato del condominio di casa, diventato da un po territorio di una cucciolata di gattini che in pratica stiamo crescendo con i condomini. Dapprima si sono fatti strani versi, sembrava discutessero, su chi potesse restare, dopo hanno cominciato a saltare e correre senza motivi apparenti di disagio. Ho pensato proprio a che bello sarebbe stato se si fossero innamorati e dalla loro unione nascesse un Gattovolpe. Tralasciando il mio romanticismo diabetico, a volte l’amore finisce. 

Quando una famiglia di persone si divide, per ciascun membro della precedente famiglia si aprono molte possibilità, poiché come sappiamo ogni fine è anche un nuovo inizio. Una famiglia in effetti non finisce, ma si trasforma. Ci saranno nuovi tempi di frequentazione, nuovi spazi magari in cui abitare e di conseguenza nuove abitudini.

Chi sono i Volpitassi?

I volpi tassi sono una famiglia nuova, ricostituita (useremo dire se parlassimo di umani), formata da una parte di famiglia di tassi e una parte di famiglia di volpi.
I protagonisti sono Scouty e Woodsy, due gemelli di tasso che vivono con il loro papà e una sorellina più piccola di nome Berry. I tre abitano in una tana nel bosco.

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La loro vita scorre tranquilla fino all’arrivo della signora Margaret Volpe e di sua figlia Rosie. Le due si trasferiscono nella tana dei tassi! La vivace signora Volpe riporta gioia nella vita del Sig. Tasso, ma per i piccoli tassi significa dover accogliere la nuova sorella e per Rosie adattarsi ai nuovi fratelli.

Cosa succede nelle loro storie?

Gli episodi del cartone raccontano le avventure giornaliere dei volpitassi, coinvolgendo principalmente i due gemelli Scouty e Woodsy e Rosie. I tre imparano piano, piano a coabitare, a dividere gli spazi, a conoscersi, ad apprezzarsi, ad essere famiglia.

I temi trattati riguardano proprio quel che può accadere ad una famiglia ricostituita.
Trovarsi a condividere stanze, giochi, attività con persone nuove, diverse da noi. Imparare a rispettare le differenze pur accogliendo l’altro e costruendo a poco, a poco insieme abitudine nuove e condivise, piccoli mattoncini di quella che diventerà la propria storia comune.

I piccoli Volpitassi capiscono giorno per giorno che un gioco fatto insieme può essere più divertente e che ci si arricchisce della presenza dell’altro diverso da sé, che poi imparando a conoscerlo può essere meno distante e differente di quanto non appaia all’inizio.

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Tutto avviene in modo graduale

Naturalmente questo incontrarsi è un processo, ci sono scontri, litigi, che i genitori imparano a gestire. Papà Tasso e mamma Volpe sono molto saggi, riescono a intervenire per il bene dei loro piccoli, anche i nonni sono un elemento importante, arricchente in questa famiglia ricomposta che impara, avventura dopo avventura ad essere famiglia.

Altra parte importantissima, che rispecchia elementi di realtà di una famiglia ricostituita, è rappresentata dagli incontri con chi era parte della famiglia precedente. Rosie incontra e passa del tempo col suo papà Volpe. Questo papà volpe si mostra da subito, nella seconda puntata della prima stagione, differente, uno senza la tana e che dichiara che non vuole averla. Pone il problema del papà non convivente e del bisogno di uno spazio per stare con la figlia. Papà volpe però risolve benissimo alla sua maniera, portando Rosie con sé per una notte sotto le stelle. Al di là di questa soluzione fiabesca, l’elemento importante è trovare uno spazio altro, nuovo, per condividere il tempo con il genitore con cui non si coabita.

Perché guardare la Famiglia Volpitassi?

I bambini quando vivono una situazione nuova la elaborano giocando. Il gioco è il loro linguaggio e capita spesso, ad esempio, di vederli giocare alla scuola appena iniziano a frequentarla. Un altro modo per elaborare un vissuto un po’ complesso o delicato è attraverso le storie, che siano fiabe o come in questo caso una narrazione filmata.
Ritrovare qualcosa del proprio quotidiano e vederlo messo in scena con  dedizione e costanza aiuta perché offre un’esperienza protetta e risolta. Sono la volpe e il tasso a litigare per gli spazi e il gioco, sono loro a manifestare certe emozioni, ma al tempo stesso un bambino le ritrova dentro se stesso, con la giusta distanza psicologica che protegge, come una fiaba.

Anche i genitori hanno bisogno di fiabe

La famiglia Volpitassi può aiutare anche i genitori, perché vedere gestire alcune situazioni in maniera serena può offrire dei suggerimenti utili.

Il cambiamento non è semplice, è una trasformazione che ad un certo punto si rende necessaria, ma per la quale, sulle prime, non si è mai pronti. Coccolarsi con una storia che ci racconta la possibilità di un lieto fine può essere davvero di aiuto.