0,00 $

Nessun prodotto nel carrello.

21.5 C
Rome

Iscriviti alla newsletter di Roma03

roma03founder@gmail.com

RistoBimbi

Mamma Silvia

HomeCOSA FAREA CASALa mia casetta montessoriana

La mia casetta montessoriana

Altri articoli

Silvia Lombardohttps://roma03.it/chi-siamo/
Silvia Lombardo è nata nel 1978 a Roma da madre trasteverina e padre siracusano. Dopo una breve pausa in una città mostruosamente più a misura d’uomo come Torino, vive tuttoggi nella Capitale dove si aggira minacciosa con sua figlia Diana dal 2016. Diplomata in Narratologia e Storytelling alla Scuola Holden, ha fatto la giornalista, scritto libri, cortometraggi, documentari, lavorato nell’editoria, collaborato con la Rai. Della sua infanzia ricorda soprattutto i quattro alberi di Natale che faceva ogni anno con mamma e le sessioni di danza acrobatica in salotto, su musiche di Glenn Miller, con papà. Convinta, quindi, che la famiglia sia una cosa molto divertente, ha deciso di scrivere un blog per il divertimento di tutte le famiglie!

Una delle principali attività montessoriane: un tappeto, uno spazio, una casetta, un angolo personale in cui il bambino delimita la sua area di gioco evitando la dispersione degli oggetti nell’ambiente, limitando la confusione e la perdita di concentrazione su quello che sta facendo.

Interfacciandomi con le mamme amiche che hanno figli più o meno dell’età del mio non ho potuto fare a meno di constatare che più o meno tutte ci stiamo ritrovando bambini più capricciosi, irrequieti o disobbedienti.
Questo non mi consola ovviamente ma mi fa notare ancora una volta quanto i bimbi siano sensibili ed emotivamente empatici con lo stress casalingo.

La quarantena e la perdita di tutte le routine dei bambini

Qualcuno ha perso completamente ogni tipo di routine o orari, qualcun altro (tipo il mio) le sta avendo per la prima volta.

Sono nota per essere una mamma molto libertaria, nel senso più ampio del termine, tollerante verso i suoi tempi e la gestione degli stessi.
Ho stimolato mio figlio in un miliardo e mezzo di modi e allo stesso tempo ho osservato attenta come uno spettatore non partecipativo ogni suo passo in avanti o indietro che fosse.

Non ho dato orari particolari perché questo mi ha permesso di cambiare ogni tipo di piano e non destabilizzarlo particolarmente.

Per assurdo ora in questo stravolgimento del quotidiano ha per la prima volta gli orari scanditi, la giornata gestita più o meno in modo strutturato tra attività e libertà che fino a due mesi fa non ci sognavamo neppure.

I punti fermi nella routine del bambino

Poche cose sono rimaste ferme e costanti nel suo percorso di bimbo e nel mio ruolo di mamma: le favole della buona notte, le coccole tutte le volte che ne avevamo/abbiamo voglia, uno spazio personale.

tappeto montessoriano

Esiste per me un momento in cui devo e voglio star sola, in un mio piccolissimo spazio vitale, solo mio e ho permesso a Flavio di costruirsi da subito un suo personale ambiente circoscritto in cui potesse svolgere le sue cose nel modo più libero che volesse, senza sentirsi criticare o anche semplicemente limitare con un “stai attento -no questo no -non farlo così- aspetta ti faccio vedere”.

Nella pedagogia montessoriana viene chiamato “Il tappeto montessoriano”

Per realizzare un tappeto montessoriano in casa ecco cosa occorre:

Una stuoia, una coperta, un tappetino di circa un metro quadrato che potete anche tagliarlo voi.
Una molletta da bucato
Un secchio
Arrotolate il suo tappetino e il vostro tappetino e quello del papà o di chiunque altro abiti la casa e chiudeteli singolarmente con un’apposita molletta, poi mettete i tappetini nel secchio a disposizione di chi ne ha bisogno.

Il tappeto avrà il solo scopo di appoggiarci le cose sopra: nella pedagogia montessoriana si sta fuori dal tappeto, seduti intorno e non sopra.

Come si gioca con il tappeto nell’attività montessoriana

L’attività del bambino consiste nel prenderlo, srotolarlo, stenderlo a terra, posizionarci le sue cose, giocare e poi sistemare il tutto, arrotolare il tappeto e successivamente riporlo nel secchio.

Questa attività permette al bambino di avere il suo personalissimo spazio, la sua casetta, senza invadere lo spazio altrui, imparando a rispettare le cose degli altri e pretendendo che gli altri rispettino le sue.
A scuola, ad esempio, questa attività è utilissima perché i bambini rispettando i confini sono più propensi a saper stare concentrati in quel che stanno facendo e la figura della maestra ha una visione d’insieme più attenta sul gruppo classe.

Avere un proprio ambiente ci permette di scegliere come occuparlo, a volte stando soli altre volendo “invitare” l’altro a condividerlo con noi.

tappeto montessoriano

Questo è il mio concetto di tolleranza e libertà

Non sempre dobbiamo fare qualcosa, o meglio, a volte quando sembra che non stiamo facendo nulla di particolare, stiamo facendo molto: impariamo a sistemare e arredare la nostra casetta, impariamo a viverla autonomamente, impariamo la libertà di scelta e impariamo a condividerla, accogliendo le libertà altrui.

Dietro un gioco semplice, può esserci molto.

tappeto montessoriano

Io sono una mamma che sta più a terra di Flavio e amo molto stare sul mio tappeto e chiedergli di entrare nel mio per sbaciucchiarci un po’ ma ancor di più amo follemente il suo sapermi dire: “mamma, ora no”…

Soffro in silenzio, mi manca tanto il mio cucciolo (ancora piccolissimo) che si lasciava baciare e abbracciare ad ogni mia richiesta, ma so di aver lavorato bene nell’averlo aiutato a comprendere i suoi bisogni ed essere libero di scegliere quando mi vuole e quando invece sta bene anche senza di me.

È piccolo ma è un grande ometto.

Iscriviti alla newsletter

Fai questa scelta e d'ora in poi farai parte per di ogni singola avventura che intraprenderemo!

Il nuovo articolo

- Advertisement -Mamsitter - Cerchi una babysitter a Roma

Socialnetwork

20,700FansLike
2,400FollowersFollow
- Advertisement -spot_img

Ultime notizie

Più letti