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La sicurezza in casa con i bambini

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Silvia Lombardohttps://roma03.it/chi-siamo/
Silvia Lombardo è nata nel 1978 a Roma da madre trasteverina e padre siracusano. Dopo una breve pausa in una città mostruosamente più a misura d’uomo come Torino, vive tuttoggi nella Capitale dove si aggira minacciosa con sua figlia Diana dal 2016. Diplomata in Narratologia e Storytelling alla Scuola Holden, ha fatto la giornalista, scritto libri, cortometraggi, documentari, lavorato nell’editoria, collaborato con la Rai. Della sua infanzia ricorda soprattutto i quattro alberi di Natale che faceva ogni anno con mamma e le sessioni di danza acrobatica in salotto, su musiche di Glenn Miller, con papà. Convinta, quindi, che la famiglia sia una cosa molto divertente, ha deciso di scrivere un blog per il divertimento di tutte le famiglie!

La sicurezza in casa non è mai troppa. Spesso gli spazi e gli ambienti di uso quotidiano rivelano delle vere insidie per i nostri piccoli.

 

Da quando siamo venuti in contatto con il CoronaVirus sono stati molti i genitori che hanno  scelto di tenere in casa i propri figli ancor prima che le scuole venissero chiuse. Del resto, gestire uno stato di allerta è sicuramente complicato, soprattuto quando gli adulti sono costretti a dividersi fra la quotidianità fatta di lavoro, spesa, faccende e bambini che sono a casa.

Aumentate le zone rosse in Italia, moltissime restrizioni su tutta la Penisola

Oggi in tutta Italia le scuole sono tutte chiuse, sono chiusi i musei, annullati gli eventi, rimandate le manifestazioni, chiuse le palestre, le sale da ballo, i pub, le discoteche.
Nei luoghi fuori dalla zona rossa ancora restano aperti bar e ristoranti, ma devono garantire la distanza di almeno un metro fra le persone e non possono fare servizio al banco.
Il consiglio è quello di non uscire e, se proprio non se ne può fare a meno, di limitarsi alle esigenze strettamente necessarie: lavoro, urgenze ecc…

Dunque tutti a casa! Ma con un bimbo bisogna fare moltissima attenzione.

Quando si accudisce un bambino piccolo, di massimo 2 anni, è importante seguire alcune regole in casa che mettano in sicurezza sia la modalità di gioco, sia la sua stessa motricità nello spazio che ha a disposizione.

Spesso abbiamo premura che l’ambiente che lo circonda sia alla sua misura: stiamo attenti alla pulizia, all’igiene della casa, a toglierci le scarpe e a farle togliere agli ospiti.
Siamo maniaci dei rituali e della scansione del tempo: la pappa sempre pronta allo stesso orario, il bagnetto ogni due giorni, la lettura prima della ninna ecc… leggiamo articoli, seguiamo consigli, studiamo, impariamo ogni giorno e ci miglioriamo costantemente.
Ma, spesso, sulla modalità di gioco non strutturato siamo carenti, soprattuto quando si tratta di bambini molto piccoli. Sulla carta siamo preparatissimi: costruzioni, sonagli, puzzle, torri, animali da portare a passeggio, tappetoni su cui rotolarsi!

Se non fosse che il più delle volte i nostri figli sono più interessati ad aprire il frigorifero, a spingere tutti i pulsanti della lavatrice, a versare per terra il detersivo, a mettere le mani nelle credenze, a esplorare nei nostri cassetti.

Trovare persone che abbiano le nostre stesse esigenze ci aiuta a confrontarci e a confidarci

Nel mio “viaggio” da mamma ho scelto di seguire un corso pre-parto che mi permettesse di conoscere persone che fossero pressappoco alla mia stessa settimana di gravidanza.

Avere amiche senza figli o con bambini di età molto distante da quella di Flavio, infatti, mi portava a vivere la vita in maniera differente e ad avere spesso consigli pratici non sempre pertinenti al periodo che stavo effettivamente vivendo.

Trovare delle nuove persone che, come me, esploravano per la prima volta questo ruolo bellissimo e difficilissimo di madre, mi ha molto aiutato a conoscermi e a relazionarmi meglio con il mio bambino.

Con alcune di loro si sono instaurati dei veri e propri rapporti di amicizia, perché, in fondo, quando si condividono paure e speranze è facile sentirsi vicini.

Ed è stato proprio in questa chat di amiche del corso pre-parto che ho scoperto l’importanza di avere non uno, non due, ma bensì 10 occhi, 10 braccia e arrivare a pensarle tutte, prima ancora che il nostro gnomo si sia anche solo svegliato.

Provare a immaginare quel che possono pensare, escogitare, architettare i nostri piccoli con la loro testolina ingegnosa può aiutarci a salvaguardarli da problematiche più serie.

E’ una corsa campestre la nostra, a ostacoli, con staffetta…
perché tutto quello che mai avremmo potuto immaginare, nostro figlio sicuramente lo farà.

Un incidente o un imprevisto sono difficili da gestire con lucidità

Le prime cose da fare sono:

  1. Verificare di aver coperto tutte le prese elettriche
  2. Riporre i medicinali in modo che non siano raggiungibili
  3. Predisporre chiusure o blocchi per i ripiani bassi dove si trovano detersivi e oggetti pericolosi

Una volta una delle mie amiche ebbe il dubbio che la sua piccola avesse bevuto anche in minima parte il detersivo con il quale stava caricando la lavatrice, perché aveva ritrovato la bimba con il dosatore portato alla bocca, come fosse un bicchiere. Vi lascio solo immaginare l’angoscia nelle successive 24 ore…

detersivo in polvere

Un’altra volta, invece, una mamma è rimasta chiusa fuori in balcone mentre stendeva i panni perché la sua bimba aveva chiuso la finestra e non riusciva a riaprirla. Fortunatamente una vicina l’ha sentita urlare e ha potuto chiamare il marito che prontamente è intervenuto. Nel mentre la mamma, dalla finestra, monitorava la bimba cercando di richiamare la sua attenzione, affinché non andasse in giro per la casa da sola.

È fondamentale avere qualche accortezza che renda la quotidianità più semplice 

Infine alcune accortezze bisogna averle anche sui giochi perché possono rivelarsi comunque pericolosi qualora non adatti all’età del bambino che, soprattutto se piccolo, si trova nella fase delle grandi sperimentazioni.

E’ importante, quindi, fare attenzione affinché i giocattoli non abbiano parti appuntite e/o taglienti che si possono staccare o rompere; non siano elettrici (se il bambino è molto piccolo);  non siano eccessivamente rumorosi; non utilizzino cordicelle troppo lunghe che possano girare intorno al collo del bambino (come nei giochi da tirare o portare a spasso ad es. un cagnolino al guinzaglio).

Detto questo, è bene sottolineare che, una casa è sempre una casa. Per quanto si provi a renderla accogliente e sicura, non è mai come un asilo: è necessario, infatti, che il bimbo percepisca da subito la differenza tra lo stare in casa e lo stare a scuola.

Rimane comunque sempre valida la regola che conoscono tutte le mamme del mondo: il troppo silenzio può rappresentare un segnale di pericolo.

Quando la loro vocina non sta rallegrando l’ambiente casalingo, fidatevi che stanno architettando qualcosa. Ed è quasi certo che se andate a controllare, li troverete con le mani in pasta… Fissan!

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