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Quando ti dicono che c’è qualcosa che non va…

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Silvia Lombardohttps://roma03.it/chi-siamo/
Silvia Lombardo è nata nel 1978 a Roma da madre trasteverina e padre siracusano. Dopo una breve pausa in una città mostruosamente più a misura d’uomo come Torino, vive tuttoggi nella Capitale dove si aggira minacciosa con sua figlia Diana dal 2016. Diplomata in Narratologia e Storytelling alla Scuola Holden, ha fatto la giornalista, scritto libri, cortometraggi, documentari, lavorato nell’editoria, collaborato con la Rai. Della sua infanzia ricorda soprattutto i quattro alberi di Natale che faceva ogni anno con mamma e le sessioni di danza acrobatica in salotto, su musiche di Glenn Miller, con papà. Convinta, quindi, che la famiglia sia una cosa molto divertente, ha deciso di scrivere un blog per il divertimento di tutte le famiglie!

Mamma Ilenia, durante la sua seconda gravidanza, si è dovuta sentir dire la frase che ogni mamma in attesa teme. E che pensa non possa capitare a lei. Fortunatamente oggi è mamma di una bambina bellissima e vivace, ma il percorso è stato lungo e pieno di paura…

Con Silvia, ci conosciamo da tanti anni. La nostra è un’amicizia “alla Romana”, di quelle che ti lasci e ti riprendi dopo anni come se niente fosse. E così è stato tra noi. Ci siamo conosciute che eravamo fanciulle, abbiamo fatto aperitivi, cene e cortometraggi.

Poi, si sa come vanno queste cose, arrivano i fidanzati, si cambiano le comitive e si cominciano nuovi lavori. E così ti perdi, ti sposi e fai figli. E da brave amiche ti ritrovi in un parco e inizi a parlare come se ci fossimo salutate il giorno prima. Ovviamente da mamme la prima cosa di cui parliamo sono le nostre piccole amorevoli pesti, e di come sono venute al mondo. Ecco, questo per me è un tasto un po’ delicato.

anomalia durante ecografia morfologica

La prima gravidanza è stata perfetta, di quelle che pensi di iniziare a provare ad avere un figlio e il giorno dopo rimani incinta. Di quelle che una volta partorito non ti rinnovano il contratto come se diventare mamma inibisca il cervello all’abilità del lavoro. Ma questa, come si dice, è un’altra storia.

La seconda, invece, dopo 19 mesi ancora non riesco a raccontarla a voce. Non riesco perché mi viene da piangere, e non mi piace farmi vedere mentre piango.

Quel giorno durante la morfologica “Signora, vedo un’anomalia”

Mia figlia non ha niente di grave, niente di paragonabile a chi veramente sta male e combatte ogni giorno. Però, non dite ad una mamma incinta, durante la morfologica, con la primogenita che filma la scena che vedi una Anomalia. Ecco, da quel momento la mia gravidanza ha preso una piega diversa.

Quella mattina di fine maggio di circa 2 anni fa mi hanno comunicato che mia figlia poteva nascere con una malformazione renale. Da quel giorno fino alla nascita ho fatto 4 risonanze magnetiche alla mia pancia, ecografie e visite a non finire, ho parlato con il chirurgo pediatrico e il nefrologo urologo pediatrico.

Lo scenario era dei peggiori. Per fortuna ho incontrato tutti professionisti umani che mi parlavano con il cuore. Infatti sono preparatissima in materia, come tutte le mamme che affrontano una situazione diversa dal “normale”.

anomalia durante ecografia morfologica

Essere dimessa dall’ospedale dopo il parto senza la tua bambina

Però possono parlarti all’infinito, ma niente e nessuno potrà mai prepararti alla dimissione dall’ospedale senza la tua bambina. Uscire da lì senza di lei è stato devastante. Per mia fortuna, dopo poco più di un mese, è finalmente arrivata a casa.

Lei è nata con un uretera in vagina, è stata operata a 2 giorni dalla nascita. Mi ricordo ogni minimo particolare della TIN del Gemelli di Roma, dove ho partorito. Ricordo le fantastiche infermiere, ricordo i medici uno per uno, ma ricordo soprattutto quella dannata porta che si apriva a mezzogiorno.

anomalia durante ecografia morfologica

Ricordo tutti quei tubicini attaccati, il suono dell’ecografo quando il battito scendeva. La tenevo in braccio per tutto il tempo che stavo lì, anche se le infermiere “mi sgridavano” perché loro non potevano tenerla quando io me ne andavo. E sì perché dovevo tornare a casa dalla grande, che aspettava la sorella, e dovevo tornarci anche calma serena e sorridente. Vi giuro che non é facile.

Percorrevo il tunnel Giovanni XXIII in lacrime, e non finiva mai. Ma poi arrivata al portone di casa, asciughi tutto e sali con il più grande dei sorrisi, ti siedi sul divano e racconti le foto che hai scattato per far conoscere la sorellina.

anomalia durante ecografia morfologica

Non è facile, o per lo meno, per me non lo è stato. Ma non lo sarà mai. Ogni giorno per ben 38 giorni avanti e indietro con tutta la forza delle mamme ero lì puntuale a parlare con i medici, le infermiere, le altre mamme.

Prenderla in braccio, coccolarla, cercare di allattarla sapendo che tutto quello stress non mi avrebbe dato una goccia di latte, e così è stato, fotografarla e cercare il più possibile di farle capire che non era sola. O cercavo di capirlo io che non ero sola? Ma era così che mi sentivo, SOLA. Sola con le mie lacrime in quel tunnel.

Ora la vedi scorrazzare per casa che dice le sue prime frasi incomprensibili, e non ci pensi a tutto quello che abbiamo passato. Ma il nodo in gola é sempre lì…

anomalia durante ecografia morfologica

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