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Oltre al post che preparo sempre per il fine settimana, ho deciso di raccontarvi molto in breve di una nuova iniziativa della quale aspettavo conferma da novembre e chi mi ha davvero colpita per il fascino e l’originalità: Colors and Sounds from Africa, laboratorio interculturale per bambini da 0 a 4 anni, sabato 27 gennaio dalle 10:30 alle 12:30.

Il mondo è un posto grandissimo che si sta sempre più amalgamando e mescolando, creando bellissime occasioni di contaminazione e incontro. E, a mio avviso e a quanto pare anche a quello del Nido La Meluccia di Roma Nord, non è mai troppo presto per preparare i bambini alle loro future esplorazioni.

Chissà che mia figlia non sarà una futura e spavalda viaggiatrice, alla faccia della mamma che quando sale sull’aereo fa testamento. E sto parlando di Sardegna, tipo 25 minuti netti di volo se non si considerano decollo e atterraggio. No, aspetta: consideriamoli perché sono le fasi critiche. E poi comunque sempre meglio mettersi in coda perché, in caso di incidente, è la parte che ha più possibilità di salvarsi. Hai controllato salvagente e mascherine? Uno Xanax, grazie! Un intercontinentale per me è impensabile. Il massimo è stato un Roma-Lisbona tranquillissimo, dove in tutto l’aereo si sentiva solo il mio respiro tipo trattore ingolfato.

Perciò quello di sabato è un viaggio bellissimo, senza vuoti d’aria e turbolenze varie, alla scoperta niente meno che dell’Africa, un intero e affascinante continente dove si parla qualche centinaio di lingue nei 54 stati che lo compongono. Un Paese con una sterminata varietà di culture e tante realtà diverse troppo poche conosciute.

L’idea di questo laboratorio molto originale è della proprietaria del Nido, Cristina Di Pasquale che, poiché l’immagine dell’Africa è a volte legata a stereotipi culturali negativi duri a morire (lo so che non ci credete, ma accendete la tv…), ha pensato di creare un laboratorio che permettesse ai bambini di conoscere una cultura diversa e ricchissima. La terra dove vivono la maggior parte degli animali amatissimi dai più piccoli: il leone, la giraffa, l’elefante che abitano in formato peluches tantissimi lettini. Le storie tradizionali africane sono piene di colori, suoni, profumi.

Anche la cucina si nutre di una varietà infinita di sapori e profumi a volte sorprendenti per noi a volte molto simili alle nostre ricette (mio padre, siciliano, sulle rive del nord dell’Africa ha ritrovato la vegetazione della spiaggia della sua infanzia a Siracusa).

La Meluccia crede che sia necessario fin da piccoli confrontarsi con la diversità e che una crescita sana debba passare anche attraverso l’incontro con l’altro.

Ma cosa faranno i nostri piccolissimi fino ai 4 anni per esplorare il continente africano? Colors and sounds from Africa è un laboratorio sperimentale, che si terrà in italiano e francese con la partecipazione di un’esperta proveniente dalla Guinea e madrelingua francese, in grado di avvicinare i più piccoli a quell’universo altro e affascinante che è l’Africa, attraverso piccole bambole, canzoni e musiche tradizionali, odori e favole.

Quando: sabato 27 gennaio dalle 10.30 alle 12.30

Dove: via della Motonautica 12, 00135 Roma, Asilo Nido La Meluccia

Quota di partecipazione: 10 euro per i bambini; 15 euro per gli adulti accompagnatori.

Età consigliata: fino ai 4 anni

Posti disponibili: 12

Modalità di partecipazione, contatti e info: è possibile prenotare un posto per il laboratorio contattando il numero 3388082961 e lasciando il nome del bambino che parteciperà, entro e non oltre venerdì 26 gennaio 2017. Per ulteriori informazioni contattare il 3388082961.

sito internet 
www.nidolameluccia.it

pagina Facebook
Asilo Nido La Meluccia – Roma nord https://www.facebook.com/nidolameluccia/

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Silvia Lombardo è nata nel 1978 a Roma da madre trasteverina e padre siracusano. Dopo una breve pausa in una città mostruosamente più a misura d’uomo come Torino, vive tuttoggi nella Capitale dove si aggira, minacciosa, con carrozzina e passeggino dall’agosto 2016. Diplomata alla Scuola Holden di Torino, si è occupata di cultura e spettacolo per alcune agenzie giornalistiche, ha scritto e realizzato un film a costo zero sul precariato dal titolo “La ballata dei precari” e pubblicato “La ballata dei precari – Guida di sopravvivenza per trentenni” (Miraggi Edizioni, 2011). Fra le altre cose ha fatto la giornalista, l’addetta stampa e l’insegnante di multimedialità per le scuole elementari e i licei. Ha collaborato con la Bel-Ami Edizioni, il Circolo Letterario Bel-Ami, Millionaire, Donne Sul Web, Rai e è stata una blogger de L’Unità. Ha insegnato sceneggiatura e da 12 anni studia il fenomeno della musica scritta nei campi di concentramento, sul quale ha scritto un documentario, uno spettacolo realizzato all’Auditorium Parco della Musica nel gennaio 2015 (con, tra gli altri, Ute Lemper e Marco Baliani) e, la cosa più bella, una lezione concerto per portare questa musica fra i ragazzi delle scuole medie e superiori. Nonostante nessuno avrebbe scommesso una lira sulla suddetta come mamma, il soggetto si dimostra pieno di buona volontà. E menomale perché Diana non dorme, non vuole parlare, non vuole camminare e non rinuncia al latte materno neanche con le cannonate. Quando il gioco si fa duro, non resta che inforcare fascia e passeggino e andare in giro per la città. Prima o poi una delle due dovrà pur dormire…