cresco

CRESCO
Presentazione del progetto, domenica 25 marzo 2018 dalle 10.00 alle 17.30
Via del Fosso di Dragoncello, 201 – Casalpalocco – 3927720093

Un piccolo post per presentare questo progetto è doveroso, perché attraverso questo blog sto avendo modo di conoscere tante persone che vogliono cambiare un pezzettino di mondo e rendere migliore la vita degli altri. Più bello ancora quando gli altri sono bimbi.

Proprio ieri mi sono piacevolmente intrattenuta per telefono con la Dottoressa Micaela Zucca di ViviAColori, che oltre a gestire un asilo nido si occupa di varie attività, laboratori e servizi di sostegno alle famiglie e alla genitorialità.

La dottoressa Zucca, psicologa, è ideatrice di questo progetto di diffusione e consapevolezza dei diritti del bambino, non fra i grandi chiamati a tutelarli ma anche fra i piccolissimi che a volte, purtroppo, trovano negati i propri diritti anche da chi dovrebbe pensare a loro: genitori narcisisti patologici, mamme e papà nel bel mezzo di una separazione conflittuale, ma anche insegnanti e educatori.

Nel nido di ViviAColori sono esposti in varie forme tutti i diritti del bambino – che sono 54 sanciti da una Convenzione dell’Onu – perché questi possano essere assimilati dai piccolissimi come un qualunqe altro gesto della quotidianità e proprio attraverso i gesti della quotidianità.

E cosa succederà quindi domenica 25 dalle 10:00 fino alle 17.30? Il progetto CRESCO verrà presentato ai suoi utenti finali, ossia bambini e ragazzi da 1 a 14 anni, ognuno con i suoi strumenti e le sue competenze: attraverso un percorso (sono state realizzate ben 5 stanze di 9mq ciascuna, dove riprodurre situazioni della vita reale) fatto di difficoltà, imprevisti, soluzioni e momenti di gioco, il bambino apprende diritti fondamentali quali quello alla salute o alla sicurezza.

Sarà presente l’Arma dei Carabinieri, i bambini avranno a disposizione una prigione-gioco in feltro, ci sarà la Croce Rossa (fra i promotori dell’iniziativa) e si potrà giocare con veri strumenti medici e visitare l’ambulanza, e saranno riprodotte tante situazioni della quotidianità, dai lavori casalinghi alla filiera alimentare, con le quali misurarsi e giocare in un modo nuovo.

Ci saranno anche moltissimi giochi per i nostri piccoli, compresi dei pannelli sensoriali molto diversi dal solito. Inoltre 70 espositori, con tanti manufatti artigianali, animazione e laboratori per bambini.

All’interno della manifestazione è previsto anche un corso gratuito sulle manovre salvavita pediatriche, tenuto dagli operatori della Croce Rossa Italiana.

Dopo questa presentazione, il percorso sui diritti dei bambini continuerà il suo utile, anzi necessario, viaggio che ci auguriamo sia molto lungo.

 

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Silvia Lombardo è nata nel 1978 a Roma da madre trasteverina e padre siracusano. Dopo una breve pausa in una città mostruosamente più a misura d’uomo come Torino, vive tuttoggi nella Capitale dove si aggira, minacciosa, con carrozzina e passeggino dall’agosto 2016. Diplomata alla Scuola Holden di Torino, si è occupata di cultura e spettacolo per alcune agenzie giornalistiche, ha scritto e realizzato un film a costo zero sul precariato dal titolo “La ballata dei precari” e pubblicato “La ballata dei precari – Guida di sopravvivenza per trentenni” (Miraggi Edizioni, 2011). Fra le altre cose ha fatto la giornalista, l’addetta stampa e l’insegnante di multimedialità per le scuole elementari e i licei. Ha collaborato con la Bel-Ami Edizioni, il Circolo Letterario Bel-Ami, Millionaire, Donne Sul Web, Rai e è stata una blogger de L’Unità. Ha insegnato sceneggiatura e da 12 anni studia il fenomeno della musica scritta nei campi di concentramento, sul quale ha scritto un documentario, uno spettacolo realizzato all’Auditorium Parco della Musica nel gennaio 2015 (con, tra gli altri, Ute Lemper e Marco Baliani) e, la cosa più bella, una lezione concerto per portare questa musica fra i ragazzi delle scuole medie e superiori. Nonostante nessuno avrebbe scommesso una lira sulla suddetta come mamma, il soggetto si dimostra pieno di buona volontà. E menomale perché Diana non dorme, non vuole parlare, non vuole camminare e non rinuncia al latte materno neanche con le cannonate. Quando il gioco si fa duro, non resta che inforcare fascia e passeggino e andare in giro per la città. Prima o poi una delle due dovrà pur dormire…