Impressionisti Francesi, una mostra anche per bambini
Impressionisti Francesi, una mostra anche per bambini

Abituare neonati e bambini all’arte fin da piccoli non può essere che una cosa buona: Impressionisti Francesi, mostra che si tiene a Roma al Palazzo degli Esami dal 5 ottobre 2018, è un’ottima occasione per far vivere un’emozione a base di pittura e musica ai bambini fin dai primi passi!

Impressionisti Francesi da Monet a Cezane, una mostra a Roma anche per i bambini

Impressionisti FrancesiIMPRESSIONISTI FRANCESI
Da Monet a Cézanne
Dal 5 ottobre 2018 al Palazzo degli Esami
Via Girolamo Induno, 4
https://www.impressionistiroma.it/

Quando ho voglia di rilassarmi, di svuotare la testa, di sentirmi parte di qualcosa di più grande che non mi faccia pensare alle grane quotidiane, io vado in un museo.

Una mostra di arte non è solo un modo per accrescere la propria cultura, ma anche per respirare bellezza, aprirsi a una visione diversa del mondo e farsi un bel bagno di idee.

Ma quando è il momento giusto di portare un bambino a una mostra d’arte?

Secondo me un bambino può sempre godere degli stimoli che l’arte offre a tutti gli essere umani. Del resto, è anche l’assunto di base della teoria di Shinichi Suzuki, musicista che mise a punto proprio il metodo Suzuki per l’educazione al talento, usato oramai nelle scuole di musica di tutto il mondo. Suzuki sosteneva che i bambini possono godere della musica – e dell’arte – fin dal primo giorno di vita.

Personalmente, la prima volta che ho portato Diana in un museo aveva 5 mesi, faceva freddo e la tenevo ancora in carrozzina: ci recammo in uno dei miei musei preferiti, la Galleria Nazionale di Roma.

A che tipo di mostra si può portare un bambino piccolo?

Dirò forse una banalità, ma l’arte può essere bella tutta e va provata tutta. Di certo per un bambino piccolo, a mio modestissimo avviso, può essere divertente misurarsi con quelle mostre che espongono delle istallazioni che offrano esperienze sensoriali il più emozionanti possibile.

In questo senso Impressionisti Francesi, da Monet a Cézanne è una mostra perfetta per adulti che vogliano perdersi un po’ e per bambini, soprattutto piccolissimi, che vogliano sguazzare un po’ nel colore e nella musica.

Una mostra multimediale, perfetta per i bambini: Impressionisti Francesi al Palazzo degli Esami a Roma

Questa mostra multimediale è stata costruita per offrire a chi è digiuno di storia dell’arte un percorso per entrare nel suggestivo mondo degli impressionisti e agli appassionati una chiave di lettura nuova, o semplicemente un’esperienza emozionante con la quale rivivere un viaggio attraverso i maggiori autori di questa corrente.

Il tutto accompagnato dalla musica evocativa composta quasi esclusivamente da contemporanei dei pittori i cui quadri vengono proiettati nelle due grandi sale principali della mostra.

Un’esperienza per bambini, per giocare con il colore e lasciarsi cullare dalla musica

Le note di Debussy, Čajkovskij, Ravel, Offenbach, Satie accompagnano le pennellate di, fra gli altri, Monet, Pissarro, Renoir, Cézanne.

A quasi due secoli di distanza, la tecnologia di Grande Exhibitions SENSORY4™ dà vita ai quadri di questi artisti attraverso l’uso incredibile di luci ed ombre in un modo completamente nuovo che gli artisti stessi non avevano potuto neppure immaginare.

E i bambini…. ci sguazzano dentro!

Il colore li investe, i quadri si animano, il buio improvviso li inghiotte per un istante e poi il colore esplode nuovamente sorprendendo i più piccoli fra i visitari.

“Mamma, giallo!!!” Van Gogh stupisce Diana, che improvvisa balletti, si nasconde dietro le colonne della sala, si lancia sui cuscinoni e sulle panchine disposte per quasi tutto il perimetro… Un invito a rilassarsi (figuratevi se non ho approfittato!), sedersi e – con la scusa dei figli piccoli – sdraiarsi sulle proiezioni dei quadri che rivestono la sala dal pavimento al soffitto e sognare di vivere un pezzettino della Francia impressionista.

La foto al Ponte Giapponese di Monet, i laboratori per bambini, il bar e lo shop

Infine, non dimenticate di fare una foto nella ricostruzione del Ponte Giapponese di Monet e di informarvi sugli orari dei laboratori d’arte per i bambini più grandi. Alla fine della mostra è anche allestito un piccolo spazio con tele e sgabelli dove, guidati da una video lezione, ci si può cimentare nel disegno.

A disposizione del pubblico, anche un bar e un piccolo shop a tema. L’esplorazione della mostra dura circa un’ora e si può entrare con carrozzine e passeggini (attenzione che dopo la rampa per le carrozzine c’è qualche gradino da superare).

Assolutamente da non perdere, con bimbi dai primi passi in su!

Nb. per i bimbi più grandi, vi consigliamo invece la recensione di Mamma Moglie Donna 

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Silvia Lombardo è nata nel 1978 a Roma da madre trasteverina e padre siracusano. Dopo una breve pausa in una città mostruosamente più a misura d’uomo come Torino, vive tuttoggi nella Capitale dove si aggira, minacciosa, con carrozzina e passeggino dall’agosto 2016. Diplomata alla Scuola Holden di Torino, si è occupata di cultura e spettacolo per alcune agenzie giornalistiche, ha scritto e realizzato un film a costo zero sul precariato dal titolo “La ballata dei precari” e pubblicato “La ballata dei precari – Guida di sopravvivenza per trentenni” (Miraggi Edizioni, 2011). Fra le altre cose ha fatto la giornalista, l’addetta stampa e l’insegnante di multimedialità per le scuole elementari e i licei. Ha collaborato con la Bel-Ami Edizioni, il Circolo Letterario Bel-Ami, Millionaire, Donne Sul Web, Rai e è stata una blogger de L’Unità. Ha insegnato sceneggiatura e da 12 anni studia il fenomeno della musica scritta nei campi di concentramento, sul quale ha scritto un documentario, uno spettacolo realizzato all’Auditorium Parco della Musica nel gennaio 2015 (con, tra gli altri, Ute Lemper e Marco Baliani) e, la cosa più bella, una lezione concerto per portare questa musica fra i ragazzi delle scuole medie e superiori. Nonostante nessuno avrebbe scommesso una lira sulla suddetta come mamma, il soggetto si dimostra pieno di buona volontà. E menomale perché Diana non dorme, non vuole parlare, non vuole camminare e non rinuncia al latte materno neanche con le cannonate. Quando il gioco si fa duro, non resta che inforcare fascia e passeggino e andare in giro per la città. Prima o poi una delle due dovrà pur dormire…