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“Guarda fuori”… un libro? Un consiglio? Un’opportunità!

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Silvia Lombardohttps://roma03.it/chi-siamo/
Silvia Lombardo è nata nel 1978 a Roma da madre trasteverina e padre siracusano. Dopo una breve pausa in una città mostruosamente più a misura d’uomo come Torino, vive tuttoggi nella Capitale dove si aggira minacciosa con sua figlia Diana dal 2016. Diplomata in Narratologia e Storytelling alla Scuola Holden, ha fatto la giornalista, scritto libri, cortometraggi, documentari, lavorato nell’editoria, collaborato con la Rai. Della sua infanzia ricorda soprattutto i quattro alberi di Natale che faceva ogni anno con mamma e le sessioni di danza acrobatica in salotto, su musiche di Glenn Miller, con papà. Convinta, quindi, che la famiglia sia una cosa molto divertente, ha deciso di scrivere un blog per il divertimento di tutte le famiglie!

Proprio fuori dalla finestra una serie di minacce aleggiano tra la neve e sotto la neve e dentro la neve. Cosa possono fare i nostri protagonisti? Restare a guardare? Intervenire? Fare finta di niente? E Voi che fareste dalla vostra finestra?

Guarda fuori
di Silvia Bonardo
Edizioni Minibombo

I silent book, lo sappiamo, permettono una libertà maggiore nel racconto, nella lettura e nell’interpretazione della vicenda.

I protagonisti di questo libro sono due bambini probabilmente, a me e mio figlio piace credere che siamo io e lui: Martina e Flavio, affacciati alla finestra su uno scenario invernale a notare una serie di imprevedibili vicende pericolose in cui è necessario intervenire. O forse no.

Io sono un’amante di Hitchcock (forse perché ho studiato Cinema?) e questo libro riporta, in forma pedagogica, un po’ il gioco de La finestra sul cortile.

Un gioco vouyeristico che potrebbe ritorcesi contro ai nostri protagonisti, i quali dapprima sembrano semplicemente notare da lontano delle possibili difficoltà e poi decidono di affrontarle per salvare il possibile, quasi uno scambio di inquadrature cinematografiche a stacco tra quel che accade fuori e qual che avviene dentro e ritrovarsi infine ingannati, spodestati dalla loro casa, abbandonati là fuori ma in un libro senza testo che si rispetti tutto è possibile, trasformabile e riscrivibile.

guarda fuori

Possono essere i vostri bambini a dare un carattere, un ruolo e -perché no?- anche parole ai protagonisti di Guarda fuori

Ora che siamo costretti a casa per via del Corona Virus e la possibilità di guardare il mondo ci è permessa solo dalla nostra finestra: Cosa vediamo? Cosa notano i nostri bambini?

Il gioco del “Io vedo”

Avete mai giocato con loro al gioco del “Io vedo…”? Noi lo abbiamo fatto spessissimo in macchina, quando volevo intrattenerlo nel tragitto da un posto ad un altro.

“Io vedo un albero di arance”
“Io vedo un bambino con la sua mamma”
“Io vedo le stelle nel cielo”

E potremmo continuare all’infinito.

Provateci ora, da casa, a fare questo gioco, un po’ come passatempo, un po per capire il loro stato d’animo, un po per gestire la loro malinconia che comincia a rivelarsi.

Giocate ad osservare, a capire e comprendere cosa sentono i vostri bambini o come vedono quel che accade fuori

guarda fuori

Un gioco di osservazione libera perché qualcuno di noi si affaccia in piena città tra macchine e persone (spero che in questo periodo non vedete traffico di veicoli e soprattutto assembramento di persone), qualcun altro ha la vista in piena campagna e può ammirare le colline e i panorami, qualcun altro ancora vede il palazzo di fronte e si intrattiene in una chiacchierata a distanza con il vicino.

Potreste rendere il gioco più divertente non annunciando solo quello che vedete ma anche facendo una previsione possibile o di fantasia di quello che potreste vedere a breve.

“Io vedo un coccodrillo sulle strisce pedonali”
“Io vedo una navicella spaziale sulla terrazza del palazzo di fronte”
“Io vedo un bambino che gioca a palla con il suo papà”

Nel periodo di natale, ad esempio, con Flavio ci divertivamo a contare tutti i Babbi Natale appesi nei terrazzi limitrofi, adesso potremmo sfruttare le bandiere di Italia stese fuori dai balconi come segno di riconoscimento nazionale o gli arcobaleni disegnati alle finestre come simbolo di positività verso una conclusione che auspica uno speranzoso “Andrà tutto bene”.

E se dalla finestra non vedessimo quello che vorremmo ammirare?

Allora giochiamo, fantastichiamo ed evadiamo un po, costruendo la nostra finestra ideale e disegnando il panorama che vorremmo si palesi ai nostri occhi.

Vi ho già raccontato in altre occasioni che la casa editrice Minibombo non faccia solo libri ma anche App interattive per bambini e crei mini siti (Guarda fuori) dedicati ad ogni loro libro, in modo che i bambini non si limitino solo a leggere e sfogliare le pagine, ma possano vivere la loro storia preferita in un milione di altri modi possibili.

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