le due diane galleria nazionale roma passeggino carrozzina

Visitare la Galleria Nazionale di Roma con passeggini e carrozzine? È possibile! Ci sono tanti punti dove sedersi e allattare comodamente, e un bagno con un fasciatoio pulito. E una magnifica nuova esposizione che rilassera e ispirerà i neogenitori.

GALLERIA NAZIONALE
http://lagallerianazionale.com/
06322981 – Via delle Belle Arti 131

In un piovoso pomeriggio di febbraio, rischiarato solo da un permesso lavorativo del mio compagno, ci è venuta voglia di andare a visitare un museo a me molto caro e che da tempo non vedevo. Diana aveva 5 mesi, ed era dal test di gravidanza che non visitavo un museo.

le due diane galleria nazionale roma passeggino carrozzina
Diana grande e Diana piccola (5 mesi)

Ho scoperto così, di essermi persa il nuovo allestimento che ha rivoluzionato l’esposizione (con opere esposte per criteri tematici davvero interessanti, ad esempio migranti di ieri e di oggi).

Tra l’altro qui è esposta una statua della dea omonima (Diana), e mi sono divertita a fare uno scatto di Diana Grande con Diana Piccola.

Ma veniamo ora al discorso che ci interessa: se bene l’accesso al museo non sia proprio semplicissimo con carrozzine e passeggini  (evitate le scale: si accede all’ascensore attraverso la via che sale sul lato sinistro del museo, sprovvisto di qualunque forma di marciapiede anche se la via è poco trafficata), compensa un inizio difficile l’ampissimo spazio subito dopo la biglietteria: un grande salotto con divani, poltrone, bar e luci e spazi mozzafiato.

il fasciatoio family friendly della galleria nazionale roma

Lì potrete rifocillare il vostro piccolo indisturbate. Se preferite un poco di privacy, al piano inferiore ci sono i bagni con fasciatoio piccolo ma pulito e una lunga panca dove potrete allattare in tutta tranquillità (la nostra visita è stata fatta quando Diana aveva 6 mesi). Potete girare agevolmente con la carrozzina e spostarvi da un piano all’altro utilizzando gli ascensori, che sono abbastanza spaziosi e ben distribuiti.

 

Non mi dilungo sulla varietà e bellezza delle opere esposte, ci sono in giro guide esaustive a cui potete attingere: vi lascio però con un quadro arcinoto, qui esposto, che riguarda le mamme e le donne tutte, Le tre età della donna di Gustav Klimt

le tre eta della donna

 

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Silvia Lombardo è nata nel 1978 a Roma da madre trasteverina e padre siracusano. Dopo una breve pausa in una città mostruosamente più a misura d’uomo come Torino, vive tuttoggi nella Capitale dove si aggira, minacciosa, con carrozzina e passeggino dall’agosto 2016. Diplomata alla Scuola Holden di Torino, si è occupata di cultura e spettacolo per alcune agenzie giornalistiche, ha scritto e realizzato un film a costo zero sul precariato dal titolo “La ballata dei precari” e pubblicato “La ballata dei precari – Guida di sopravvivenza per trentenni” (Miraggi Edizioni, 2011). Fra le altre cose ha fatto la giornalista, l’addetta stampa e l’insegnante di multimedialità per le scuole elementari e i licei. Ha collaborato con la Bel-Ami Edizioni, il Circolo Letterario Bel-Ami, Millionaire, Donne Sul Web, Rai e è stata una blogger de L’Unità. Ha insegnato sceneggiatura e da 12 anni studia il fenomeno della musica scritta nei campi di concentramento, sul quale ha scritto un documentario, uno spettacolo realizzato all’Auditorium Parco della Musica nel gennaio 2015 (con, tra gli altri, Ute Lemper e Marco Baliani) e, la cosa più bella, una lezione concerto per portare questa musica fra i ragazzi delle scuole medie e superiori. Nonostante nessuno avrebbe scommesso una lira sulla suddetta come mamma, il soggetto si dimostra pieno di buona volontà. E menomale perché Diana non dorme, non vuole parlare, non vuole camminare e non rinuncia al latte materno neanche con le cannonate. Quando il gioco si fa duro, non resta che inforcare fascia e passeggino e andare in giro per la città. Prima o poi una delle due dovrà pur dormire…