Tipo che avevo pensato di scrivere tutta una cosa carina sui buoni propositi per il nuovo anno, fra cui c’erano le celeberrime – oramai famigerate – 5 porzioni di frutta e verdura per mia figlia e me, così da rinforzare il sistema immunitario, trasformare la stanza di Diana nella stanza di Diana (il fatto che lei non ci voglia dormire non ci autorizza a farla rimanere un incrocio fra una stireria e uno scenario post atomico), togliere la tetta a Diana e tentare di farla addormentare almeno prima delle 23 e non farle più vedere assolutamente uno schermo di telefonino manco a mori’.

Il tutto si è trasformato in:

a- Ok, non vuoi frutta e verdura? Eccoti la torta di carote. Eccoti la torta di mele. Eccoti la torta Bacao (una cosa porchissima che faccio quando le banane sono troppo mature e in casa c’è del cacao. Prima o poi vi posto la ricetta). La nana è convinta che sugli alberi crescano delle torte, dentro le quali occasionalmente si trova la frutta. La verdura esce dalla terra in forma di frittata, invece.

b- La stireria/stanza di Diana si è trasformata in un gigantesco cesto de panni davanti al quale mettersi in fila la mattina, scegliere il meno peggio, stirarselo addosso col phon. O con la chitarra a forma di cane di Diana, che sta proprio lì nei pressi. Se Diana è particolarmente in forma, il padre indossa la camicia e lei gli passa sopra col deambulatore musicale (avete presente? quei cosi per imparare a camminare), simulando la Stirella. O il tosaerbe, vallo a sapere visto che non parla…

c- “Ti tolgo la tetta”, in questo periodo di febbre alta e inappetenza, si è trasformato in “Mangia, bella de mamma”. Sono andata in uno dei miei negozi preferiti a fare shopping (io detesto fare shopping, ma quando vado da Be Fabulous mi diverto sul serio) e la richiesta è stata “Filo: caccia roba con cui posso allattare. Anche estiva, tanto non se ne esce”. L’importante è avere polso, metodo e saperli educare i figli.

d- Il padre, stremato, verso mezzanotte estrae il malefico cellulare e cede all’orrenda tentazione a colpi di, nell’ordine, Talking heads, cuccioli puccettosi (possibilmente alle prese con cacche, puzze e via così) e il solitario. Perché Diana ne resti affascinata è per noi un mistero. Voi che ancora non siete genitori non dite “Ah, io questo non lo farò mai” perché quelli che sono lì che aspettano di potervi prendere per il culo davvero non si contano. E voi non avrete la forza di reagire perché non dormirete più.

Se a tutto questo aggiungete che, grazie ai simpatici batteri del nido ai quali prima o poi darò un nome tipo Epàtite e Diàbete (personaggi di una commedia di Woody Allen), mi sono fatta dal 25 al 31 con 40 di febbre e le placche alla gola come i bambini delle elementari e che stanotte ho dormito 3 ore e 45′ netti, perdonerete se il massimo di regalo benaugurale per il nuovo anno è postarvi una mappa, che spero di implementare un pezzetto alla volta, con le librerie per bambini di Roma e dintorni.
Si accettano critiche, aggiunte e suggerimenti. Anche su stiraggio e puericultura.

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Silvia Lombardo è nata nel 1978 a Roma da madre trasteverina e padre siracusano. Dopo una breve pausa in una città mostruosamente più a misura d’uomo come Torino, vive tuttoggi nella Capitale dove si aggira, minacciosa, con carrozzina e passeggino dall’agosto 2016. Diplomata alla Scuola Holden di Torino, si è occupata di cultura e spettacolo per alcune agenzie giornalistiche, ha scritto e realizzato un film a costo zero sul precariato dal titolo “La ballata dei precari” e pubblicato “La ballata dei precari – Guida di sopravvivenza per trentenni” (Miraggi Edizioni, 2011). Fra le altre cose ha fatto la giornalista, l’addetta stampa e l’insegnante di multimedialità per le scuole elementari e i licei. Ha collaborato con la Bel-Ami Edizioni, il Circolo Letterario Bel-Ami, Millionaire, Donne Sul Web, Rai e è stata una blogger de L’Unità. Ha insegnato sceneggiatura e da 12 anni studia il fenomeno della musica scritta nei campi di concentramento, sul quale ha scritto un documentario, uno spettacolo realizzato all’Auditorium Parco della Musica nel gennaio 2015 (con, tra gli altri, Ute Lemper e Marco Baliani) e, la cosa più bella, una lezione concerto per portare questa musica fra i ragazzi delle scuole medie e superiori. Nonostante nessuno avrebbe scommesso una lira sulla suddetta come mamma, il soggetto si dimostra pieno di buona volontà. E menomale perché Diana non dorme, non vuole parlare, non vuole camminare e non rinuncia al latte materno neanche con le cannonate. Quando il gioco si fa duro, non resta che inforcare fascia e passeggino e andare in giro per la città. Prima o poi una delle due dovrà pur dormire…