ALLATTARE E’ UN GESTO NATURALE. QUESTO NON VUOL DIRE CHE SIA SEMPLICE NE’ IMMEDIATO. QUALCHE CONSIGLIO DELL’OSTETRICA PUO’ AIUTARE AD INIZIARE UN ALLATTAMENTO SERENO.

Quando ho fatto il corso di “accompagnamento al parto”, le ostetriche mi hanno sempre e solo parlato di allattamento naturale, dei benefici sia per il bambino che per la mamma. Non era contemplata nessun tipo di alternativa.

Alla mia obiezione mia madre ha avuto cinque figli, sani senza allattarne nemmeno mezzo sono stata subito zittita con ma quelli erano tempi diversi dove nessuno allattava.

Sicuramente questo è vero, negli ultimi 40 anni molte sono state le mamme che hanno allattato artificialmente e si è quasi persa la consuetudine a farlo. A mio parere, però, avrei preferito che, durante il corso, venisse affrontato anche il tema dell’allattamento artificiale, senza demonizzarlo.

Il post parto e l’allattamento sono un periodo davvero difficile per una donna che deve poter essere libera di scegliere cosa è meglio per se stessa e per il proprio figlio senza dover subire il giudizio altrui ne’ tanto meno il senso di colpa.

Il mio post parto l’ho personalmente vissuto con Greta attaccata al seno praticamente 20 ore al giorno durante il suo primo mese di vita e piangendo a fiotti per un riflesso di emissione troppo forte di cui mai nessuno mi aveva parlato e scoperto dopo incessanti ricerche online (mamme, non fate come me, non cercate su internet, affidatevi ad una consulente per l’allattamento!)

Quando sono entrata in contatto con Marta, durante l’ultimo Bimbinfiera, ho subito pensato che se avessi avuto dei consigli pratici di un’ostetrica forse il primo periodo di vita di Greta sarebbe stato meno duro, anche se bellissimo.

LA PRIMA REGOLA DI UN ALLATTAMENTO SERENO E’ INFORMARSI. E’ FONDAMENTALE PREPARARSI ALLE FUTURE POPPATE. LA SECONDA REGOLA E’ FARE ORECCHIE DA MERCANTE AI CONSIGLI NON RICHIESTI!

You're beautiful!

Se ne sentono di ogni su questo argomento, tutti sembrano esperti e vogliono darci qualche consiglio, “attaccalo spesso”, “bisogna che mangi ogni 3 ore”, “così lo vizi e poi sarà complicato staccarlo dal seno” (questa era mia madre che mi guardava con gli occhi strabuzzanti mentre Greta ciucciava la tetta, ora ha perso le speranze).

Tutto questo parlare può metterci in confusione quindi cerchiamo di fare un po’ di chiarezza!!

Tornare a casa con un bambino così piccolo tra le braccia non è di certo facile, sopratutto se è il nostro primo figlio; nessuno infatti ci ha insegnato ad essere genitori e dobbiamo quindi procedere a tentoni per valutare cosa fare e cosa no! Partendo dal presupposto che questo è normale e che non esiste il genitore perfetto, tutti sbagliano e da lì che poi possiamo decidere di cambiare qualcosa, mi sento di poter dire che esiste sicuramente qualche utile consiglio che possa far vivere in serenità la fase dell’allattamento alla coppia madre-figlio.

CHE SI PARLI DI ALLATTAMENTO NATURALE O DI ALLATTAMENTO ARTIFICIALE E’ IMPORTANTE RICONOSCERE E RISPONDERE ADEGUATAMENTE AI SEGNALI E BISOGNI DEL BAMBINO.

Inizialmente può essere utile imparare a leggere i segnali di fame del neonato, infatti non è proprio vero che il bebè comunica solo attraverso il pianto. I bambini mostrano infatti dei segnali precoci di fame, per esempio tirare fuori la lingua, girare la testa come a cercare il seno, portarsi la manina alla bocca, a cui è opportuno dare una risposta tempestiva. Infatti se attacchiamo il bambino in questo momento risulterà più facile perché non è stressato e nervoso e inoltre capisce che a un suo bisogno la mamma è pronta a rispondere.

Cercate poi una posizione comoda per voi, non abbiate fretta, le poppate possono essere sia molto brevi ma durare anche più a lungo, è bene quindi che anche la mamma stia comoda e rilassata. Durante la poppata poi spesso il neonato cercherà il vostro sguardo, sta imparando infatti a conoscere il mondo, e voi siete quello che per nove mesi ha conosciuto, vuole ritrovarvi, ricordatevi quindi che questo è un momento vostro, cercate di limitare le interferenze.

Può succedere però che la mamma si debba allontanare per qualche ora dal bambino,
innanzitutto non pensiate che questo comprometta significativamente l’allattamento al seno. Buone pratiche, in caso dobbiate lasciare il bambino a qualcuno, possono essere quelle di tirarsi il latte, e se non viene data immediatamente al bambino conservarlo in frigorifero, qui il vostro latte può rimanere per 24 ore, basterà poi scaldarlo nel momento in cui il bambino dovrà mangiare.

 

LE PICCOLE SEMPLICI REGOLE DA RISPETTARE IN CASO DI ALLATTAMENTO ARTIFICIALE O ALLATTAMENTO MISTO.

Ci sono situazioni in cui viene prescritta una formula o così detto latte artificiale, quindi si può avere un allattamento misto oppure esclusivamente con formula. Il primo consiglio che mi sento di dare in questo caso è cercate di capire con il pediatra che lo sta prescrivendo il perché e se il problema potrebbe essere risolto in maniera differente mantenendo un allattamento esclusivo al seno. Qualora fosse l’unica soluzione in questo caso è importante saper preparare il latte artificiale, spesso l’etichetta dietro il barattolo sono incomplete e imprecise e possono mandarci in confusione.

In questi casi importante è l’igiene, prima di preparare la formula lavate accuratamente le vostre mani e il piano di appoggio su cui preparerete l’alimento. Si può usare qualsiasi tipo di acqua potabile naturale, quella del rubinetto va benissimo, questa va riscaldata fino ad ebollizione e poi fatta raffreddare fino ai 70 gradi a quel punto va messo il misurino di formula indicato dalla confezione per preparare la formula lattea, successivamente agitate il tutto. Bisogna poi raffreddare il latte o mettendo il biberon sotto l’acqua corrente fredda oppure aspettando, valutare se la temperatura è adeguata facendo scendere qualche goccia sul palmo della mano, il latte dovrà essere tiepido. Ricordate che il latte avanzato non può essere conservato e non può essere somministrato al bambino dopo le 2 ore dalla preparazione. Non andrebbe utilizzato il microonde.

Altra cosa: leggiamo bene l’etichetta, molti latti in formula contengono grandi quantità di olio di palma o di grassi saturi, che possono non essere molto salutari per il neonato, cerchiamo il più possibile di scegliere in modo consapevole cosa è meglio per nostro figlio! Infine ricordo che le tettarelle possono interferire con una buona riuscita dell’allattamento, sopratutto nei primi mesi dove il bambino sta prendendo confidenza con il seno. Qualora dovrete somministrare del latte è possibile utilizzare invece che il biberon, un cucchiaio o una tazzina meno invasivi.

Ricordatevi comunque che non siete sole, in caso aveste dubbi di qualsiasi genere sicuramente vicino a voi ci sono consultori e ostetriche o anche altri specialisti pronti a sostenervi. Il mestiere di genitore non è semplice e a volte un aiuto può servire, non demoralizziamoci è tutto NORMALE!

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Silvia Lombardo è nata nel 1978 a Roma da madre trasteverina e padre siracusano. Dopo una breve pausa in una città mostruosamente più a misura d’uomo come Torino, vive tuttoggi nella Capitale dove si aggira, minacciosa, con carrozzina e passeggino dall’agosto 2016. Diplomata alla Scuola Holden di Torino, si è occupata di cultura e spettacolo per alcune agenzie giornalistiche, ha scritto e realizzato un film a costo zero sul precariato dal titolo “La ballata dei precari” e pubblicato “La ballata dei precari – Guida di sopravvivenza per trentenni” (Miraggi Edizioni, 2011). Fra le altre cose ha fatto la giornalista, l’addetta stampa e l’insegnante di multimedialità per le scuole elementari e i licei. Ha collaborato con la Bel-Ami Edizioni, il Circolo Letterario Bel-Ami, Millionaire, Donne Sul Web, Rai e è stata una blogger de L’Unità. Ha insegnato sceneggiatura e da 12 anni studia il fenomeno della musica scritta nei campi di concentramento, sul quale ha scritto un documentario, uno spettacolo realizzato all’Auditorium Parco della Musica nel gennaio 2015 (con, tra gli altri, Ute Lemper e Marco Baliani) e, la cosa più bella, una lezione concerto per portare questa musica fra i ragazzi delle scuole medie e superiori. Nonostante nessuno avrebbe scommesso una lira sulla suddetta come mamma, il soggetto si dimostra pieno di buona volontà. E menomale perché Diana non dorme, non vuole parlare, non vuole camminare e non rinuncia al latte materno neanche con le cannonate. Quando il gioco si fa duro, non resta che inforcare fascia e passeggino e andare in giro per la città. Prima o poi una delle due dovrà pur dormire…