siamo circondati da un mare di tristezza

La casa editrice Minibombo ancora una volta ci stupisce piacevolmente, parlando di un tema forte come la tristezza, un sentimento che pochi hanno il coraggio di affrontare con i bambini.

Un mare di tristezza
di Anna Iudica, Chiara Vignocchi e Silvia Bonardo
ed. Minibombo

La paura del buio, dei ladri, dei mostri sono tra i protagonisti principali delle favole, così come la rabbia per il parco chiuso, per la bicicletta non acquistata, per il giocattolo rotto gravitano frequentemente nelle storie dei bambini.
E la tristezza invece? La tristezza cos’è?

Da cosa nasce? Come si manifesta? Come possiamo gestirla?

Vi piacerebbe che siano i vostri figli a scegliere l’espressione, l’emozione e lo stato d’animo che preferiscono nuoti nel loro mare? Cliccate qui.

Come ogni sentimento è sano e giusto lasciare che il bambino lo viva o, come in questo caso, il nostro pescetto lo manifesti. Il protagonista del libro “Un mare di tristezza”, per tirarsi su di morale, decide di farsi una bella nuotata, ma si imbatte in una serie di abitanti del mare con stati d’animo similari al suo (un modo anche simpatico del testo per arricchire il vocabolario dei nostri bambini con una serie di sinonimi interessanti).

Cambiare punto di vista, stravolgere la prospettiva e avere nuove considerazioni

Incontrerà pesci afflitti, mogi, abbacchiati, affranti, mesti quasi da non credere ai suoi stessi occhi e quando s’imbatterà in una stravagante tartaruga che si diletta a nuotare al contrario, la interrogherà su come possa esser possibile che tutti siano così giù di corda. Lei, con sua grande sorpresa, gli rivelerà un segreto fondamentale per i bambini, per i pesci, per noi adulti e per tutti quanti in assoluto, ossia: il punto di vista.

un mare di tristezza 1

A volte qualcuno che appare desolato potrebbe rivelarsi estasiato, gioioso, soddisfatto, appagato, lieto e giulivo, a seconda di come lo si guarda.

E’ bene ricordare che un’immagine vista in un verso appare in un certo modo, mentre ribaltata non solo può trasmettere un’emozione diversa (come nel caso del libro in questione), ma può risultare addirittura un oggetto assolutamente nuovo, anche lontano a livello contenutistico da quello che abbiamo scorto in precedenza.

Giochiamo con i bambini e scopriamo nuovi modi di guardare le cose

un mare di tristezza

Giochiamo quindi al sottosopra con queste immagini prese dal mini sito dedicato al libro “Un mare di tristezza” e poi disegniamo, inventiamo, creiamo oggetti, immagini e scopriamo se anche noi siamo in grado di stravolgere il nostro punto di vista iniziale.

Rimettiamoci in discussione, cambiamo idea, parametro e opinione, cerchiamo di essere curiosi e mai chiusi in un unico concetto, perché saper cambiare idea è simbolo di grande intelligenza e apertura mentale.