Mamsitter propone un nuovo modello di baby-sitting, il mamsharing, scambio di tempo fra mamme. E forma baby sitter, a un prezzo economico, con corsi specializzati.

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[email protected] – 3383071268

“Per educare un bambino ci vuole un intero villaggio”. Dicono sia un proverbio africano e, ai tempi di internet, vai a sapere se l’attribuzione sia vera. La cosa che qui ci interessa però è che questo detto è maledettamente vero.

Si diventa genitori sempre più tardi o molto lontano dalla città di origine. Ci si trova quindi spesso a non avere la possibilità di avvalersi dell’aiuto di nonni o altri parenti. Avere poi una baby sitter fissa è un impegno economico difficilmente sostenibile.

COME NASCE MAMSITTER, IL MAMSHARING DELLE MAMME PER LE MAMME

Paola Cimaroli, presidentessa di Mamsitter Italia, ha cominciato già durante la prima gravidanza e nei primi anni da mamma, mentre correva forsennatamente da una parte all’altra della città, a pensare che ci doveva pur essere un modo di creare una rete di aiuto. Poi il divorzio, una nuova vita e un secondo figlio: una mamma con tante questioni da risolvere, come ce ne sono purtroppo molte.

Ma con una marcia in più: la voglia di fare veramente qualcosa! E così Paola, mentre è ancora in dolce attesa, fonda Mamsitter Italia, il mamsharing per aiutarsi fra mamme laddove ogni altro tipo di aiuto è carente: una famiglia allargata a misura di quartiere!

Da allora l’associazione si è fatta promotrice di tante iniziative importanti dalla formazione di baby sitter specializzate, con tanto di codice etico, alla promozione di incontri e convegni sui danni provocati da un uso improprio delle nuove tecnologie da parte di bambini e ragazzi, fino a un intelligente progetto di un albo comunale di baby sitter.

A CHI LASCIO MIO FIGLIO?

Il primo problema che Mamsitter cerca di affrontare è legato a una legittima paura delle mamme: sto lasciando mio figlio in mani sicure?

Cerco baby sitter affidabile e economica
Cerco baby sitter affidabile e economica

Mamsitter ha come primo scopo proprio quello di creare una rete affidabile, recuperando un bene prezioso che rischia di andare perso in una grande città: la dimensione territoriale. Il progetto si articola quartiere per quartiere ed è quindi più facile che le mamme si conoscano fra di loro, o tramite altre persone di fiducia, e si sentano così tranquille nell’affidarsi l’una all’altra.

COME FUNZIONA MAMSITTER E IL MAMSHARING

Il funzionamento è semplice: si aderisce al circuito con una quota associativa di 30€ al mese e si avranno così a disposizione 16 ore di baby sitting offerte dalle altre mamme (e facendo un calcolo, siamo sotto i 2€ l’ora) che si dovranno ricambiare entro la fine del mese. Se lavori tutto il giorno, ad esempio, puoi renderti anche disponibile la sera, avendo magari così in cambio il mamsitting per un intero pomeriggio a settimana.

E se le 16 ore non sono abbastanza potete rivolgervi a altre mamme o alle baby sitter del circuito, formate secondo i principi di Mamsitter e a un prezzo economico. Puoi trovare informazioni esaurienti sul sito dell’Associazione, che è anche un blog pieno di articoli utili e interessanti su genitorialità e bambini.

COME NASCE UN GRUPPO DI MAMSITTER DI QUARTIERE

Semplicissimo: per far nascere un gruppo ci vuole una responsabile di zona che dovrà trovare le prime 20 mamme per far partire il gruppo. Dove trovarle? Semplice: fra le mamme di scuola, delle attività extrascolastiche, del catechismo.

La mamma responsabile di zona avrà la responsabilità di organizzare i turni di mamsitting, conoscere e verificare l’affidabilità delle mamme del circuito, aiuterà l’associazione a organizzare i corsi e parteciperà ai convegni di Mamsitter Italia. La responsabile è quindi una persona dinamica, pragmatica e piena di inziativa: ho avuto modo di parlare a lungo con Eleonora Guerrieri, la responsabile del gruppo Dragona/Ostia Antica/Acilia nonché braccio destro della presidentessa, e lei è proprio così dinamica, organizzata, ma anche una mamma come tutte noi e quindi attentissima a chi sceglie per il suo gruppo.

Ovviamente essere responsabile di un gruppo di Mamsitting è un incarico di responsabilità e quindi per diventarlo sono previste selezioni e colloqui e, se scelte, un compenso per il tempo dedicato. La responsabile avrà, ovviamente, l’esclusiva della zona affidatale.

Formazione per baby sitter preparate

UNA BABY SITTER AFFIDABILE E FORMATA

E le baby sitter del circuito? Anche loro sono accuratamente selezionate e formate con corsi ad hoc, ai quali partecipano anche le mamme del mamsharing. I corsi di 16 ore, più esercitazioni pratiche, sono tenuti da professionisti quali psicologi, avvocati, personale sanitario, per formare i partecipanti su primo soccorso, pedagogia e psicologia infantile, puericultura e igiene del bambino, alimentazione, patologia infantile, tecniche di gioco e animazione per l’infanzia e molto altro ancora.

Inoltre le baby sitter si impegnano a firmare il documento etico dell’associazione del quale fa parte anche l’impegno a non utilizzare le nuove tecnologie con il bambino.

DOVE È ATTIVO IL SERVIZIO? POSSO DIVENTARE UNA MAMSITTER?

Mamsitter è già attivo in alcune zone d’Italia (Lazio, Abruzzo, Calabria e Lombardia). A Roma il viaggio è appena cominciato e l’associazione è in cerca di mamme di Roma e dintorni che vogliano attivare un gruppo per la propria zona.

Sono attive o in partenza (chiedete info a [email protected]):

  • Acilia/Ostia Antica/Dragona
  • Roma Sud
  • Tiburtina
  • Portuense
  • Monteverde
  • Montagnola
  • Torrino

COME POSSO DIVENTARE RESPONSABILE DI ZONA MAMSITTER?

Pensi di avere il tempo e le caratteristiche per diventare responsabile di zona? Contatta l’associazione per incontrare le responsabili – 3383071268 o [email protected] – e aiuterai Mamsitter a espandersi su Roma, ma soprattutto farai nascere un servizio preziosissimo per te e tutte le altre mamme del tuo quartiere.

 

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Silvia Lombardo è nata nel 1978 a Roma da madre trasteverina e padre siracusano. Dopo una breve pausa in una città mostruosamente più a misura d’uomo come Torino, vive tuttoggi nella Capitale dove si aggira, minacciosa, con carrozzina e passeggino dall’agosto 2016. Diplomata alla Scuola Holden di Torino, si è occupata di cultura e spettacolo per alcune agenzie giornalistiche, ha scritto e realizzato un film a costo zero sul precariato dal titolo “La ballata dei precari” e pubblicato “La ballata dei precari – Guida di sopravvivenza per trentenni” (Miraggi Edizioni, 2011). Fra le altre cose ha fatto la giornalista, l’addetta stampa e l’insegnante di multimedialità per le scuole elementari e i licei. Ha collaborato con la Bel-Ami Edizioni, il Circolo Letterario Bel-Ami, Millionaire, Donne Sul Web, Rai e è stata una blogger de L’Unità. Ha insegnato sceneggiatura e da 12 anni studia il fenomeno della musica scritta nei campi di concentramento, sul quale ha scritto un documentario, uno spettacolo realizzato all’Auditorium Parco della Musica nel gennaio 2015 (con, tra gli altri, Ute Lemper e Marco Baliani) e, la cosa più bella, una lezione concerto per portare questa musica fra i ragazzi delle scuole medie e superiori. Nonostante nessuno avrebbe scommesso una lira sulla suddetta come mamma, il soggetto si dimostra pieno di buona volontà. E menomale perché Diana non dorme, non vuole parlare, non vuole camminare e non rinuncia al latte materno neanche con le cannonate. Quando il gioco si fa duro, non resta che inforcare fascia e passeggino e andare in giro per la città. Prima o poi una delle due dovrà pur dormire…