L'alveare co-working con spazio baby a Roma

A Centocelle, Roma, c’è uno spazio co-working con annesso nido – spazio baby per lavorare e continuare ad allattare, con la sicurezza di avere il neonato alla distanza di una porta. È l’Alveare Co-Working, sede anche di tanti corsi e iniziative per le famiglie.

L’Alveare
Via Fontechiari 35 (Centocelle)
http://www.lalveare.it
https://www.facebook.com/lalvearecowo

ATTENZIONE
L’ALVEARE E’ STATO MOMENTANEAMENTE CHIUSO DAL COMUNE DI ROMA
Rimaniamo in attesa di nuovi sviluppi…

Qui il Virtual Tour de L’Alveare

Argomento estremamente serio, il lavoro, specie per una che – alla soglia dei 40 – è al ventesimo anno di precariato. Quasi dieci anni fa, mentre giravo La Ballata dei Precari, senza un centesimo e con mezzi di fortuna assieme a un altro centinaio di pazzi, mi dicevano “Sbrigati a montarlo che poi cambieranno la legge e il film diventerà obsoleto”. La mia risposta era, acca più, acca meno:

Ahahhahahahhaha.
Ahahahahahahahahahha.
Muahahahahahaha.

In questi ultimi giorni incappo quotidianamente in articoli davvero disperanti sulla questione “lavoro e maternità”, con storie agghiaccianti di come diventare madri significhi spesso essere sbattuta fuori da qualsiasi situazione lavorativa, dalla più modesta alla più gratificante. Per anni ho scritto di donne che si erano reinventate partendo dalle proprie passioni, che si trattasse di cucito o recitazione. Ci vuole tanto coraggio per farlo, specie con dei bambini piccoli.

L'alveare co-working con spazio baby a Roma

Ma dall’iniziativa privata, come spesso accade, arrivano proposte che puntano alla conciliazione del ruolo di genitore con quello di lavoratore. Una delle migliori iniziative in merito sul territorio romano è, a mio avviso, L’Alveare, un innovativo spazio di co-working con annesso nido per bimbi dai 4 mesi ai 36 mesi. Lavorare, senza rinunciare a allattare. Lavorare e concentrarsi, senza dover tenere gli occhi costantemente sul bimbo sapendolo in buone mani a una sola porta di distanza, anche se i nonni e la famiglia sono lontani.

alveare_mapa

Sul loro sito si legge “Un noto proverbio africano recita per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio, ed è proprio ciò che vuole offrire lo spazio dedicato a bambine e bambini del coworking L’Alveare”. 200 mt quadri nel quale sono sapientemente distribuite 30 postazioni, 2 uffici, 1 sala riunioni, 2 giardini, cucina, spazio baby e parcheggio. Il tutto in quel di Centocelle e a prezzi contenuti (praticamente alla stessa tariffa mensile di un nido privato, potete avere quasi una giornata di nido e postazione lavoro con accesso alla cucina e alle attrezzature).

alveare_coworking.jpg

Oltre alle postazioni e al nido, l’Alveare offre eventi e incontri dedicati ai bambini e alla genitorialità (e non solo): io ci sono capitata per un Concerto con mamma e papà lo scorso anno, e quel giorno c’era anche un barbecue e un mercatino artigiano. La cooperativa l’Alveare realizza e diffonde soluzioni per la conciliazione famiglia-lavoro, sviluppa percorsi di reinserimento lavorativo per donne fuoriuscite dal mercato del lavoro, organizza e ospita attività family friendly (e quindi aspetta anche le vostre proposte. Magari un bell’evento Roma03, prima o poi).

L'alveare co-working con spazio baby a Roma

 

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Silvia Lombardo è nata nel 1978 a Roma da madre trasteverina e padre siracusano. Dopo una breve pausa in una città mostruosamente più a misura d’uomo come Torino, vive tuttoggi nella Capitale dove si aggira, minacciosa, con carrozzina e passeggino dall’agosto 2016. Diplomata alla Scuola Holden di Torino, si è occupata di cultura e spettacolo per alcune agenzie giornalistiche, ha scritto e realizzato un film a costo zero sul precariato dal titolo “La ballata dei precari” e pubblicato “La ballata dei precari – Guida di sopravvivenza per trentenni” (Miraggi Edizioni, 2011). Fra le altre cose ha fatto la giornalista, l’addetta stampa e l’insegnante di multimedialità per le scuole elementari e i licei. Ha collaborato con la Bel-Ami Edizioni, il Circolo Letterario Bel-Ami, Millionaire, Donne Sul Web, Rai e è stata una blogger de L’Unità. Ha insegnato sceneggiatura e da 12 anni studia il fenomeno della musica scritta nei campi di concentramento, sul quale ha scritto un documentario, uno spettacolo realizzato all’Auditorium Parco della Musica nel gennaio 2015 (con, tra gli altri, Ute Lemper e Marco Baliani) e, la cosa più bella, una lezione concerto per portare questa musica fra i ragazzi delle scuole medie e superiori. Nonostante nessuno avrebbe scommesso una lira sulla suddetta come mamma, il soggetto si dimostra pieno di buona volontà. E menomale perché Diana non dorme, non vuole parlare, non vuole camminare e non rinuncia al latte materno neanche con le cannonate. Quando il gioco si fa duro, non resta che inforcare fascia e passeggino e andare in giro per la città. Prima o poi una delle due dovrà pur dormire…