Baby Blues e depressione post parto

Il bimbo di 5 mesi morto perché scosso da una mamma stanca, distrutta, disperata è solo l’ultimo di una serie di tragici casi di depressione post parto finito nel peggiore dei modi. C’è solo un modo per aiutare le mamme: sensibilizzare tutto il resto del mondo.

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Il terzo giorno dopo il parto, avrei pianto per uno starnuto del portiere che occupava la guardiola all’ingresso della clinica. Prima di partorire, dopo 3 mesi a letto in cui mi alzavo solo per andare in bagno, venni colpita da una serie di terribili attacchi di panico.

Avevo paura che sarei caduta vittima della depressione post parto, che non sarei stata in grado di accorgermene, che io, proverbiale buffona, mi sarei lasciata andare alla disperazione.

Noi donne dopo il parto viviamo il più grande stravolgimento della nostra vita, nel bene e nel male. È già abbastanza star dietro a un bambino, all’allattamento, al cambiamento di vita: dobbiamo preoccuparci anche di essere sempre pronte, capaci, organizzate, sorridenti?

Direi di no.

Questo compito spetta anche a tutti coloro che orbitano attorno alla diade mamma-bambino. Ed è a loro, soprattutto, che cerco di rivolgere questo articolo per il quale ho chiesto aiuto alla Dottoressa Valeria Colangelo di Oplà per la famiglia.

depressione post parto muore neonato di 5 mesi

La persona depressa non può occuparsi della sua depressione: parola d’ordine, chiedere e dare aiuto!

Chi è depresso, salvo che non sia alle prime avvisaglie, non avrà la forza di accorgersi di esserlo, né di tirarsene fuori. Perché non si ripetano tragedie come quelle che troppo spesso i giornali ci raccontano è fondamentale lavorare sulla cultura della protezione della maternità, dell’aiuto, del supporto.

Quindi, cari papà, nonni, zii, cugini, amici mordetevi la lingua se state per criticare una mamma: uscite, compratele una bella lasagna, portate i suoi panni in tintoria, sedetevi accanto a lei, aiutatela, cullate il suo bambino mentre si fa un bagno caldo e ASCOLTATELA E OSSERVATELA (con discrezione, per carità).

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Che cosa è il Baby Blues, come riconoscerlo, quando preoccuparsi

Il Baby Blues, sono quei giorni in cui mi veniva da piangere proprio all’inizio. Si tratta di un forte sbalzo di umore proprio nei giorni immediatamente successivi al parto e che, in genere si manifesta entro i primi 15 giorni. Crisi di pianto, tristezza… Tutto normale e fisiologico, ovviamente se finisce in breve tempo.

Non allarmatevi quindi se piangete subito dopo il parto: questo non significa però che non dobbiate chiedere aiuto, mi raccomando. Non vergognatevi per questo vostro stato d’animo perché è molto più comune di quanto pensiate: il baby blues, infatti, tocca fra il 50% e l’80% delle mamme.

La remissione del baby blues è quasi sempre spontanea e non influenza la relazione fra la mamma e il neonato… purché – gente che sta lì vicino! – siate supportate adeguatamente da amici e parenti!

Aver avuto il baby blues non significa che poi svilupperete una depressione post parto, non temete! Questa condizione, più grave ma comunque risolvibile con il supporto adeguato, riguarda più o meno il 10% – 30% delle neomamme.

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Che cosa è la Depressione Post Partum, quali sono i sintomi

Ma come riconoscere la depressione post-partum? Quali sono i sintomi che devono far scattare un campanello di allarme, non solo nella neomamma che magari da sola non è in grado di riconoscerli o ammetterli, ma soprattutto nei papà o in tutte quelle figure che orbitano attorno alla mamma e al bambino nei primi mesi.

I primi sintomi che destano preoccupazione sono quelli della depresione:

  • ovviamente… umore depresso
  • agitazione e difficoltà a concentrarsi
  • ansia e un pianto eccessivo e continuo
  • perdita di interessi e interesse nel mondo che la circonda
  • una grandissima stanchezza (già molto comune nelle neomamme, ma in questo caso la stanchezza assume proporzioni patologiche)
  • disturbi del sonno e dell’alimentazione, inappetenza
  • pensieri suicidi

A questi sintomi classici della depressione, si vanno ovviamente ad aggiungere dei sintomi specifici che riguardano la condizione di neomamma:

  • si prova una grande vergogna per non riuscire ad istaurare il rapporto sperato con il proprio bambino, o a provare ciò che ci si aspettava (il ruolo della cultura, dell’immaginario pre parto – costruito e spesso falso – gioca purtroppo un ruol
  • ci si sente madri incapaci e inadeguate
  • si ha paura di poter far male al bambino
  • si ha paura che il bambino possa essere gravemente malato o morire, ci si preoccupa eccessivamente della sua salute. In alcuni casi estremi si arriva al pensiero di poter commettere un infanticidio

Disturbi legati alla depressione post parto: ansia, mal di testa, inappetenza, disturbi del sonno

Questo turbine di preoccupazioni, questo continuo ribollire di stati d’animo negativi e, direi, quasi terrificanti, possono sfociare in veri e propri disturbi di salute che vanno dal mal di testa fino all’inappetenza, cosa che per una neomamma porta a un ulteriore indebolimento quando proprio una sana alimentazione dovrebbe essere di supporto.

A risentire, inoltre, di uno stato depressivo è sempre il sonno che sarà altalenante, disturbato, anche in quei pochi momenti che la vita di neomamma ci concederà di poter dormire. Ovviamente a tutti questi disturbi si associa l’ansia, attacchi di panico, fobie sociali di varia natura dall’agorafobia al non voler vedere proprio nessuno, fino a problemi di coppia.

Quanto dura la depressione post parto e come si cura

Una depressione post parto può durare alcuni mesi. Nei casi più gravi, però, la situazione può arrivare a protrarsi fino a due anni. Ovviamente tutto questo se le cose vengono trascinate, se la mamma non chiede aiuto – e, fidatevi, chi è depresso molto difficilmente riesce a chiedere aiuto (se pensi di essere depressa, ti prego, fallo!) – se non ci si affida a dei buoni specialisti, cosa che va fatta subito!

A chi bisogna chiedere aiuto in caso di depressione post parto?

O meglio: chi è che deve chiedere aiuto in caso di depressione post parto? Come ho già detto, è molto difficile che il soggetto depresso sia in grado di farlo.

Perciò compagni, mariti, fidanzati, insomma, neopapà occhio! Il grosso del compito spetta a voi. Ma anche a nonni, amici, fratelli e tutti coloro che vivono a contatto con la neomamma. Chiamate una DOULA, per aiutare la mamma a gestire la situazione, e uno psicologo o psichiatra esperto in grado di valutare il caso.

A Roma potete rivogervi ad Oplà per la famiglia o ai presidi che abbiamo indicato in questo articolo, in cui già avevamo parlato di depressione post parto (sì, l’argomento ci sta molto a cuore!).

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Alcune iniziative per la famiglia di Oplà

Perché viene la depressione post parto? Quali sono i fattori di rischio?

Ma quali sono i fattori che possono aumentare il rischio di sviluppare una depressione post parto? Dalla storia personale, il proprio vissuto, ad alcune caratteristiche psicologiche, sono molti i fattori che, si dice, possano far pensare a una maggiore probabilità di trovarsi in questa situazione.

La verità è che molto dipende anche dall’ambiente in cui la mamma vive: la mancanza di una valida rete di supporto, poco aiuto da parte del partner, o un parto traumatico (dalla nascita prematura del bambino a complicanze di varia natura, anche un cesareo d’urgenza).

E, come se non bastasse, bisogna tener sempre conto degli ormoni che, si sa, gestiscono la vita di molte donne dalla sindrome premestruale (non si contano battute e fumetti sulle donne in SPM) fino alle prime fasi della gravidanza, dal parto alla menopausa.

Il paradosso della mamma depressa: un modello culturale difficile da estirpare

Ed eccolo qui, un aspetto sociale e culturale PERICOLOSO e molto attuale.

Uno psichiatra (Guedeney) lo ha chiamato IL PARADOSSO DELLA MAMMA DEPRESSA:

Ma come sarebbe a dire che sei triste? Hai appena avuto un figlio: bello, tenero, in salute! Come ti viene in mente di essere triste! Se non sei in grado di essere felice in questa situazione di grazia allora…. sei una mamma sbagliata!

Quindi non solo ti è venuta la depressione post parto… ti devi anche sentire in colpa! Vaglielo a spiegare che la DEPRESSIONE è UNA MALATTIA!

Se non hai diritto ad essere triste e, al contrario, ti senti disperata allora non solo te ne assumerai la colpa, ma vivrai questo stato di depressione, via via sempre più grave, in silenzio. Sobbarcandotene il dolore e le conseguenze che, in casi estremi, possono arrivare a danni irreparabili.

Mamme, chiedete aiuto: non siete sbagliate, non è colpa vostra. La depressione è una malattia, meritate di essere curate, meritate di essere felici, meritate di essere viste per quello che siete: mamme meravigliose che non devono sobbarcarsi da sole il peso del mondo!

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