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I vostri figli fanno tantissimi capricci per mangiare anche un solo cucchiaino di pappa? Non assaggiano, piangono, urlano, sputano e lanciano addirittura il piatto appena vi girate? Se anche voi siete disperati per i capricci a tavola, leggete i consigli della biologa nutrizionista Francesca Musaio.

Dott.ssa FRANCESCA MUSAIO
Biologa Nutrizionista
3397381068 – f.musaionutrizionista@gmail.com
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Ci sono bambini molto voraci e poi ci sono quei bimbi a cui diventa un’impresa far mangiare quasi qualunque cosa. Indovinate a quale categoria appartiene mia figlia?

Dopo un inizio piuttosto buono nel quale assaggiava più o meno tutto, gradiva omogeneizzati di carne e di pesce (si è mangiata, senza rimorso, conigli e cavalli che se ci ripenso… muoio) e addirittura verso i 10 mesi sono riuscita a farle mangiare risotti cotti negli omogeneizzati di qualunque verdura dalla bieda alla cicoria. Davvero, mi sembrava di aver vinto alla lotteria!

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Ma scavallato l’anno e qualche mese ecco che si palesano i primi no, qualche conato perfino e poi comincia a scartare… No, voi quetto. Ma come no voi, ti ci sei strafogata fino a ieri? E un pezzo alla volta siamo arrivati fino a una routine fatta di patta i biacco (pasta in bianco) e ambugghe (Hamburger).

Praticamente mia figlia pensa che la frutta cresca nei sacchetti che si spremono, e che la verdura salga dalla terra in forma di frittata.

Così, non ho potuto fare a meno di evitare l’esaurimento intervistando una preziosa specialista: Francesca Musaio è Biologa Nutrizionista e anche mamma e mi ha dato molti consigli utili e dissolto moltissimi dubbi…

1Cosa fa una biologa nutrizionista

D: Buongiorno Francesca, per prima cosa spieghiamo bene a tutti in cosa consiste il tuo mestiere. Chi è un nutrizionista e di cosa si occupa nel caso di famiglie con bambini molto piccoli.

R: Sono una biologa nutrizionista e mi occupo di nutrizione a 360 gradi ma con un’attenzione in più alle mamme e collaboro con alcuni pediatri per l’educazione alimentare di bambini e adolescenti. L’Italia purtroppo, come è noto ha un primato negativo in Europa proprio per l’aumento dell’obesità infantile. È importante quindi intervenire durante l’infanzia.

Come nutrizionista inoltre mi capita molto spesso di vedere bambini, ma anche adulti con molte limitazioni nel consumo di alcuni alimenti, soprattutto frutta, verdura e pesce fino alla Neofobia, ossia la paura di cibi sconosciuti.

2I capricci a tavola, anche di bambini piccolissimi

D: Capricci a tavola… perché succede anche con bambini piccolissimi? Hanno già i loro gusti? O i capricci a tavola dipendono da altro?

R: Diciamo subito che tra i 2 e i 15 anni nessuno preferisce le verdure a pasta e dolci. Quindi l’intervista finisce qui…

E invece no! Perché il comportamento alimentare è complesso.

Alcuni bambini hanno un carattere determinato (anche a tavola) ed esprimono da subito i loro gusti, altri non amano alcune consistenze soprattutto quelle mollicce e viscide. Sta a noi genitori osservarli e magari farci aiutare da un professionista a superare delle difficoltà.

3I gusti alimentari dei bambini

Mia figlia fino a un anno mangiava quasi tutto quello che le proponevo – sono riuscita a propinarle una marea di risotti verdi con le verdure più temute dai bambini, frullate – poi qualcosa è cambiato. Sarà stato il nido? Il contatto con gli altri bambini?

Il bambino è influenzato a livello sociale nella scelta degli alimenti e tende a mangiare per imitazione. Quindi anche l’osservazione dei compagni può portare a riproporre un comportamento positivo o negativo che sia. A questo devo aggiungere che a volte le preparazioni delle mense scolastiche non risultano appetitose per i nostri bimbi anche alla vista e all’olfatto, sensi molto coinvolti nel cammino di avvicinamento al cibo.

4Come reagire ai capricci dei bambini a tavola

“No, no vojo questo!” segue tentativo di lancio del piatto. Come bisogna reagire? Io ho ancora gli incubi del sedano crudo che mio padre mi fece mangiare per forza perché faceva tanto bene…

Mai forzare! La reazione potrebbe essere il classico conato di vomito, reazione che il nostro corpo ricorderà come nel tuo caso, in futuro e riproporrà anche solo alla vista di quell’alimento.

5Cosa preparare a un bambino schizinoso

Il mio pediatra dice che è inutile correre in cucina a cucinare altro se la bambina non vuole mangiare ciò che c’è nel piatto. Ha ragione? Faccio male?

Dipende…

Partiamo dal presupposto che l’alimentazione del bambino non deve influenzare negativamente quella della famiglia.

Accontentarlo nelle sue limitazioni lo porterà a restringere sempre di più le scelte fino ad arrivare ai mangiatori in bianco (pasta in bianco e cotoletta).

L’idea di offrire un’alternativa alimentare al piccolo è dettata dalla paura che, saltando uno o due pasti, il bimbo possa “morire di fame”.

D’altro canto se il bambino mangia poche cose non si può prendere che mangi all’improvviso un cibo sconosciuto e impuntarsi non serve. Lo strumento con cui il bambino impara è il gioco e allora piano piano, un passo alla volta imparerà ad avvicinarsi agli alimenti che continua a trovare in tavola perché li mangiano mamma e papà.

6Cosa preparare e quando al bambino

D: Diana è capace di strafogarsi di un piatto, che sia hamburger o pasta e legumi, e di rifiutarlo assolutamente se gli viene proposto qualche giorno dopo. Perché? Il capriccio, allora, non è sempre legato al gusto?

R: È vero che il consumo ripetuto di un alimento aumenta il gusto del bambino per quell’alimento stesso, ma è importante non presentare lo stesso piatto in maniera continuativa, ma farlo a distanza di tempo per non indurre noia nel bambino.

A volte mi ritrovo a sentire mamme che mi dicono: fino a 2 mesi fa mangiava le zucchine, ora neanche più quelle! E il bambino puntualmente mi dice Mamma mi preparava sempre zucchine e mi sono annoiato!

Da genitori noi pensiamo di sapere cosa piace ai nostri figli ma spesso loro ci sorprendono: vi è capitato che tornassero da casa di un amichetto o da scuola dicendo di aver mangiato un alimento che a casa neanche guardano?

7Capriccio o malessere: come distinguere in un bambino che non parla?

Come distinguere il capriccio da un malessere – ad esempio mi capitò di non capire che Diana aveva la nausea – in un bimbo molto piccolo che ancora non parla?

Il malessere ha una durata limitata… il rifiuto di un alimento dura più a lungo. In ogni caso mai insistere. Immaginate di non avere fame o di stare male e di avere qualcuno intorno a voi che vi chiede CONTINUAMENTE di mangiare… non comincereste anche voi ad urlare e dimenarvi?

8Come variare i menù monotematici che piacciono ai bambini

Parlando con le mamme, mi accorgo che tanti bambini si nutrono – a periodi – solo di pane o solo di pasta (la mia ha avuto il periodo hamburger): come gestire questi periodi a volte lunghi? E come gestire l’ansia delle carenze a cui va incontro il bambino?  Quando bisogna preoccuparsi?

Il menu non lo sceglie il bambino! Non si chiede ad un bambino: Cosa vuoi mangiare? Si prepara e si propone. Se il bambino mangia pochi alimenti si faranno ruotare quelli durante la settimana.

La scelta degli alimenti proposti di giorno in giorno ai vari pasti deve essere varia, inserendo di volta in volta cibi nuovi o cucinati in maniera differente. Il pericolo altrimenti è quello di portare il bambino selettivo ad avere delle carenze di vitamine, di ferro, di sali minerali.

9I gusti alimentari dei bambini sono ereditari? E l’alimentazione in gravidanza e allattamento influisce?

D: Ultima domanda: il mio compagno ed io, quando ero incinta, eravamo sicuri che mangiando noi di tutto non avremmo mai avuto una bimba schizzinosa. Io, in gravidanza e allattamento, ho mangiato di tutto perché mi dicevano che l’avrei abituata a ogni tipo di gusto: poi è arrivata Diana che mangia poche cose e scarta periodicamente anche quelle…

R: A partire dalle prime settimane di gestazione il feto inala il liquido amniotico e con esso viene a contatto con le sostanze che la mamma mangia. Nella teoria sarebbe perfetto, in pratica poi ogni bambino è un individuo a sé stante. Ad esempio, se può consolarvi i miei figli hanno gusti diversi e un comportamento alimentare differente: mia figlia a 2 anni mi chiedeva gli asparagi e il radicchio, il piccolo invece si rifiuta di assaggiare e mette a dura prova i nostri nervi…

Come genitori dobbiamo essere consapevoli che nessuno ha la bacchetta magica, ma si tratta di un percorso che dobbiamo percorrere a piccoli passi.

11BIMBI SCHIZINOSI? ECCO ALCUNI CONSIGLI UTILI

  • Spesso sono le grandi quantità a spaventare i bimbi: un piatto stracolmo di verdure può scoraggiare i più piccoli, che possono non sentirsi in grado di finirlo. Ad es. cominciate con piatti grandi e poca verdura nel bimbo inappetente. Guarderà questo piatto enorme con poca verdura e penserà, e voi lo rinforzerete, è solo un assaggio!
  • Presentare prima le verdure quando sono affamati.
  • E per i cibi che non piacciono chiediamo perché: ho chiesto a mia figlia perché non le piacciono gli spinaci: sono mollicci. I carciofi? Non sanno di niente!
  • Anche di fronte ad un iniziale rifiuto di un cibo nuovo non bisogna temere di riporporlo magari dopo qualche giorno o settimana!
  • Tutta la famiglia deve cercare di avere lo stesso tipo di alimentazione. Il bambino è influenzato a livello sociale ella scelta degli alimenti e tende a mangiare per imitazione. In questo ambito la famiglia ricopre un ruolo cruciale come modello. Dobbiamo trasferire un’idea positiva del cibo: dobbiamo essere per prima noi convinti di quello che stiamo dicendo loro. Noi siamo un modello per i nostri figli.
  • Non chiedere al bambino cosa vuoi da mangiare? né offrire alternative. Non lasciare che i gusti del bambino influenzino quelli della famiglia. Sulla tavola devono essere proposti sempre tutti gli alimenti, compresi quelli non graditi dal bambino.
  • Non chiedere modifiche al menu scolastico per accontentarli.