Cara figlia mia,

dicono che oggi sia la festa del papà, un giorno in cui si dovrebbe celebrare il mio “ruolo” ma la realtà è che da quando sei nata, per me, ogni giorno è una festa. La mia personale festa del papà.

Ti ho vista e ti vedo crescere, conquistare quotidianamente un traguardo: la prima volta seduta, la prima volta in piedi, la prima volta che hai camminato, la prima parola a cui ne sono seguite valanghe di altre ed altre. Il primo disegno insieme, la prima (e unica) notte che hai dormito di filato. Il primo bacio che mi hai schioccato sulla guancia. E il mio cuore scoppia d’amore per te!

Figlia mia, ti amo sempre.

Ti amo quando non mangi; ti amo quando salti e mi spacchi il labbro superiore; ti amo quando mi svegli di notte, vieni nel letto vicino a me e mi molli un calcio sull’occhio; ti amo quando mi impedisci di curarti, quando vedi le gocce per il naso e scappi urlando per tutta casa; ti amo quando scientemente il sabato e la domenica ti svegli alle 6.00; ti amo quando mi spernacchi inondandomi di saliva, ti amo quando piangi perché vuoi fare i capricci; ti amo quando cadi, malgrado io ti abbia avvisato di stare attenta; ti amo quando rompi i giocattoli e mi imbratti i pantaloni col pennarello indelebile.

Ti amo perchè dormi come me; ti amo perchè mi chiedi “papà mettiamo la musica” e balli sui Jethro Tull; ti amo perchè hai solo due anni e mezzo ma sembri una vecchia signora.

Ti amo perché, nonostante le sopracitate mazzate, dopo che tua madre ha passato quasi 9 mesi a letto quando ti ha preso in braccio non ha potuto fare a meno di esclamare “Oh, mio Dio! Ma è Tullio!”

 

Con te sono rinato e della mia vita prima di te non ricordo quasi più niente.

Ci hai fatto penare per venire al mondo ma nel momento in cui ti abbiamo visto, mamma ed io abbiamo capito che la vera vita cominciava in quel momento, che ce l’avevamo fatta nonostante le difficoltà della gravidanza e del parto. Tutto ha iniziato ad avere un senso.

Eccolo, il trionfo della vita, uno scricciolo che in un secondo è stata capace di spazzare via le paure ed aprire le porte ai sentimenti. Quelli veri. Quelli mai provati prima.
Quel giorno mi hai regalato l’amore, quello puro, semplice che non ammette paranoie, quello che, nonostante le insidie e le difficoltà della vita, mi ricorda sempre il significato di quello che ho.

Vorrei tutto per te, figlia mia. Vorrei che tu non dovessi mai fare i conti con la vita, vorrei non vederti cadere, vorrei che non inciampassi mai, vorrei che tu non vedessi il mondo per come lo vedo io, né che tu potessi conoscere mai la paura. Vorrei che ti potessi sentire sempre protetta, sicura e fiera.

Vorrei poterti garantire un mondo migliore e vorrei che tu potessi rendere questo mondo migliore. Vorrei che tu lottassi per i tuoi ideali, per quello in cui credi.

E se un giorno avrai bisogno, voltati: io sarò lì per aiutarti.