Shopping e personal stylist per donne che vogliono sentirsi belle anche pre e post parto!

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Ho scoperto di essere incinta la mattina di Capodanno 2016, dopo una romantica cena a due in un ristorante che adoro (L’Eau Vive, gestito da suore missionarie. Cucina internazionale a due passi da Piazza Navona) raggiunto con l’87, vestiti di tutto punto.

Sono stata a letto per 5 mesi e l’ultimo ricordo di me in abiti civili è quello di una donna bionda che si aggira sorridente su un autobus il 31 dicembre, con un fasciantissimo abito rosso. Il resto è stato pigiama, tuta e premaman.

Diana è nata in agosto, quindi le mie migliori mise erano camicia da notte sbottonata grondante latte, mollettone di plastica colorata in testa, faccia tendente al blu cobalto causa totale mancanza di sonno (un giorno ammetteranno che KGB, Cia, FBI e Mossad usavano i neonati come tortura per far confessare il nemico durante gli interrogatori).

E per tutta la gravidanza ho seguito una pagina Fb che mi divertiva e distraeva con momenti di intelligente frivolezza che mi facevano sognare di aver già superato il rischio di parto prematuro e essere una di quelle belle mamme a cui non vola un capello. La mia mamma è così, ancora a 70 anni: non l’ho mai vista spettinata e sospetto che abbia, fra un capello e l’altro, dei piccoli rostri che li tengono uno perfettamente uniti e per di più stirati. Ancora oggi che ho 40 anni, spesso e volentieri, sulla porta di casa mi guarda e esclama, ridendo sotto i baffi, “Ma come ti sei conciata? Mi sembri il quarto capitolo de I Miserabili!”

Cosa c’è di nuovo?

Gepostet von Be Fabulous Boutique & Personal Stylist am Dienstag, 13. Februar 2018

Così, poco dopo che è nata Diana, mentre qualunque tipo di budget casalingo finiva in pannolini/bodini/carrozzine/cremine ho deciso che sarei uscita mi sarei diretta da BE FABULOUS BOUTIQUE e, per nulla al mondo, sarei tornata a casa a mani vuote!

E la mia esperienza è stata bel oltre le aspettative: Filo, la fata che abita questo negozio, capito il mio regresso dallo stato di essere umano di sesso femminile a quello di latteria/lavanderia, mi ha coccolata e offerto chiacchiere e caffè.

Piccola premessa: io detesto fare shopping, sono l’unica donna che litiga col compagno per non andare nei centri commerciali, e quando mi porto masse di stoffa nei camerini al terzo cambio vado in confusione e esco dal negozio tipo Dustin Hoffman in Rainman urlando chigiocainprimabase! Per me il versetto biblico sulla piaga delle locuste è la cosa che più si avvicina a negozi tipo Zara o H&M durante i saldi.

Adoro invece fare acquisti quando vedo che dietro quello che compro c’è un pensiero. Filo mi ha raccontato la particolarissima storia di come è nata la Be Fabolous Boutique, del corso fatto all’Accademia di Carla Gozzi (quella di Enzo&Carla, Ma come ti vesti, per intenderci) e ha subito centrato la mia mania per uno stile un po’ vintage. Soprattutto, non mi ha riso in faccia quando ho detto “una 42!” e questo è già stato molto consolatorio.

 

Ma cosa succede alla Be Fabulous Botique & Personal Stylist che da altre parti non succede? Innanzi tutto ci sono capi per tutte le tasche e, Dio ti ringrazio, gli stand non sono suddivisi in nero, grigio, blu, beige e bianco + colore che va tanto quest’anno (e che a febbraio già lo odi a morte). Be Fab è un’esplosione di colore e fantasie, un negozio che non somiglia a nessun altro dove ho visto fare acquisti insieme nipoti quindicenni e nonne settantenni.

Ci sono pezzi basic, proposte originali per cerimonie, accessori handmade e, addirittura, scarpe pezzi unici che Filo ha fatto fare su suo disegno in Spagna.

Ma soprattutto c’è lei, Filo, che ti consiglia, ti tiene aggiornata dalla sua pagina piena di foto e video, e che se ne inventa ogni giorno una!

Il prossimo 11 marzo 2018, ad esempio, ci sarà la Shopping Night, una piccola e divertente sfilata per le clienti, i cui posti vanno a ruba.

Ma la shopping night può essere anche un evento privato da organizzare con le tue amiche: il negozio viene riservato solo per voi dopo l’orario di chiusura e fino alle 22.30 al costo di 10€ a persona che poi verranno scalate dallo shopping.

C’è poi la tessera fedelta che, ogni tot di shopping, regala 25€ da spendere in negozio, e il corso di personal style e self make-up (uomini, non state sempre lì fermi a guardarci con quelle facce che dicono chiaramente “Ma quella non è la donna che ho sposato”, fate una bella sorpresa alle vostre compagne e mogli, no?)

E Filo offre anche consulenza a domicilio sul tuo guardaroba (tipo che se viene a casa mia, salvando alcuni pezzi vintage o artigianali e quello che ho comprato da lei, mi dà fuoco all’armadio, credo).

Il mio ultimo acquisto è stato un abito salopette in lyocell effetto denim abbinata a un cerchietto effetto fascia in pura seta, molto anni ’50. Ci vado in giro felice e zompettante, anche perché ci posso allattare senza contorcermi (alla fine, si sa, il pensiero sempre lì torna).

Le mie più care amiche una volta minacciarono di regalarmi un abbonamento a Novella2000 perché, di cose frivole, non so mai un cacchio. Filo è riuscita nel miracolo di farmi fare shopping spensierato, come quando ero una ragazzina.

Se volete ringiovanire, sentirvi leggere, – perché non di soli pannolini e latte vivrà la donna, e me lo disse un neuropsichiatra quando ero incinta che una volta nata la bambina avrei dovuto curare me stessa e la coppia – dedicarvi un’ora divertente e sentirvi belle, Be Fabulus vi aspetta!

ps. Proprio di fronte alla boutique, c’è un piccolo parco per famiglie con tanto di laghetto e tartarughe, panchine e una sala feste/corsi/eventi conosciuta come il Giardino Incantato, di cui ho scritto quando era a rischio chiusura (pericolo che per ora è stato scongiurato)

?Shopping night con le tue amiche?Vuoi passare una serata con le tue amiche ed avere a disposizione:?un negozio (Be…

Gepostet von Be Fabulous Boutique & Personal Stylist am Freitag, 16. Februar 2018

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Silvia Lombardo è nata nel 1978 a Roma da madre trasteverina e padre siracusano. Dopo una breve pausa in una città mostruosamente più a misura d’uomo come Torino, vive tuttoggi nella Capitale dove si aggira, minacciosa, con carrozzina e passeggino dall’agosto 2016. Diplomata alla Scuola Holden di Torino, si è occupata di cultura e spettacolo per alcune agenzie giornalistiche, ha scritto e realizzato un film a costo zero sul precariato dal titolo “La ballata dei precari” e pubblicato “La ballata dei precari – Guida di sopravvivenza per trentenni” (Miraggi Edizioni, 2011). Fra le altre cose ha fatto la giornalista, l’addetta stampa e l’insegnante di multimedialità per le scuole elementari e i licei. Ha collaborato con la Bel-Ami Edizioni, il Circolo Letterario Bel-Ami, Millionaire, Donne Sul Web, Rai e è stata una blogger de L’Unità. Ha insegnato sceneggiatura e da 12 anni studia il fenomeno della musica scritta nei campi di concentramento, sul quale ha scritto un documentario, uno spettacolo realizzato all’Auditorium Parco della Musica nel gennaio 2015 (con, tra gli altri, Ute Lemper e Marco Baliani) e, la cosa più bella, una lezione concerto per portare questa musica fra i ragazzi delle scuole medie e superiori. Nonostante nessuno avrebbe scommesso una lira sulla suddetta come mamma, il soggetto si dimostra pieno di buona volontà. E menomale perché Diana non dorme, non vuole parlare, non vuole camminare e non rinuncia al latte materno neanche con le cannonate. Quando il gioco si fa duro, non resta che inforcare fascia e passeggino e andare in giro per la città. Prima o poi una delle due dovrà pur dormire…