Dindolò, abigliamento, accessori, attrezzature e giochi usato bambini a Roma

Dindolò è un negozio usato bimbi che offre abbigliamento, attrezzature, arredamento, giocattoli e molto altro di buona qualità a prezzi imbattibili. A Roma, in zona Colli Albani

Dindolò
Via Arrigo D’Avila, 125/127
3313277428
Orari: dal martedì al sabato dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 19
https://www.facebook.com/DindoloRoma/
http://dindoloaroma.blogspot.it/

Tra i mezzucci che un uomo oppone a una donna per non riprodursi a oltranza, c’è l’antica scusa economica del “Due figli? Ma sei matta? Costa troppo!”. Un tempo avremmo elegantemente aggirato l’ostacolo con una padellata in testa e trascinamento per le caviglie in camera da letto del malcapitato semi-morto.

Ma si sa: per fare i genitori, è sempre preferibile avere la collaborazione di entrambi i soggetti. E quindi, da quando ho scoperto Dindolò – Usato per mamme e bambini e la mitica Ornella, loro sono diventata la mia arma per tormentare il papà come una pittima veneziana. Se dall’altra stanza mi sente fare a ripetizione “Dindolò, dindolò, dindolò…!”, sa che non sto giocando con la Puzzivendola (al secolo, Diana, nostra figlia), ma mi preparo all’assalto. Il mio obiettivo è il calcetto a 5 prima della menopausa.

Incinta di poche settimane, ho scoperto questa associazione culturale (per poi perderla di vista quelle 30 settimanucce che ho passato a letto, che vuoi che sia!) che è, per le famiglie che vogliano risparmiare un po’, una vera manna dal cielo.

Ornella (santa subito!) è una donna simpatica, spigliata e energica che cerca di risolvere ogni tuo problema: posta minuziosamente su Facebook le foto di tutti gli articoli, risponde alle richieste online dei clienti e vi accoglie nel negozio – appena rimesso a nuovo – dove si possono acquistare e vendere beni di ogni tipo dalla gravidanza agli 8-10 anni. La caratteristica principale? Qualità della merce e prezzi davvero incredibili, i migliori che io sia riuscita a trovare nei mercatini dell’usato bimbi.

Dindolò è un’associazione culturale che permette anche uno scambio di vestiti a peso (un risparmio non da poco. E oltretutto Puzzivendola ha ottenuto così la sua prima maglietta roccherolle degli ACDC), vestiti che si possono anche acquistare a prezzi super ridotti (in media si parte 2-3 euro al pezzo, anche meno in periodo di saldi).

Un giorno, con 100€, la mia dolce metà è uscita dal negozio tipo mulo da soma, carico di un box, un lettino da campo, un materasso per lettini e una specie di deambulatore musicale per accelerare l’arrivo del momento in cui Diana camminerà da sola e allora saranno davvero guai per tutti (così vi imparate a fare un figlio a 40 anni!).

 

Articolo successivoAlla Galleria Nazionale di Roma con passeggini e carrozzine
Silvia Lombardo è nata nel 1978 a Roma da madre trasteverina e padre siracusano. Dopo una breve pausa in una città mostruosamente più a misura d’uomo come Torino, vive tuttoggi nella Capitale dove si aggira, minacciosa, con carrozzina e passeggino dall’agosto 2016. Diplomata alla Scuola Holden di Torino, si è occupata di cultura e spettacolo per alcune agenzie giornalistiche, ha scritto e realizzato un film a costo zero sul precariato dal titolo “La ballata dei precari” e pubblicato “La ballata dei precari – Guida di sopravvivenza per trentenni” (Miraggi Edizioni, 2011). Fra le altre cose ha fatto la giornalista, l’addetta stampa e l’insegnante di multimedialità per le scuole elementari e i licei. Ha collaborato con la Bel-Ami Edizioni, il Circolo Letterario Bel-Ami, Millionaire, Donne Sul Web, Rai e è stata una blogger de L’Unità. Ha insegnato sceneggiatura e da 12 anni studia il fenomeno della musica scritta nei campi di concentramento, sul quale ha scritto un documentario, uno spettacolo realizzato all’Auditorium Parco della Musica nel gennaio 2015 (con, tra gli altri, Ute Lemper e Marco Baliani) e, la cosa più bella, una lezione concerto per portare questa musica fra i ragazzi delle scuole medie e superiori. Nonostante nessuno avrebbe scommesso una lira sulla suddetta come mamma, il soggetto si dimostra pieno di buona volontà. E menomale perché Diana non dorme, non vuole parlare, non vuole camminare e non rinuncia al latte materno neanche con le cannonate. Quando il gioco si fa duro, non resta che inforcare fascia e passeggino e andare in giro per la città. Prima o poi una delle due dovrà pur dormire…