Duebebè, vestiti, giochi e accessori bio e belli per neonati e bambini (con angolo per allattare e cambiare)

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Piazza Pietro Merolli, 41 (MONTEVERDE)
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Mamme, ho scoperto che vicino casa mia c’ho il Triangolo delle  Bermuda. Non è vera tutta quella storia che sta nel Pacifico e risucchia aerei… Il Triangolo delle Bermuda esiste, ha il suo centro in un laghetto pieno di tartarughe e ce l’ha col mio bancomat!

Parliamo, più precisamente, di Piazza Pietro Merolli, Monteverde nuovo, una piccola piazza dove andavo con mia mamma dallo storico calzolaio, ancora presente, dopo la passeggiata ai Colli Portuensi dove, con le 500 lire di carta (che nessuno faccia battute sull’età), compravo quegli anellini che si adattavano alla misura delle mie piccole dita.

In un’unica piazza sono concentrate una sala feste/eventi per bambini con piccolo parco attrezzato con panchine e vasca con le tartarughe (e gatti vari a cui Diana corre dietro), un ristorante particolarissimo che fa cene a base di deliziosi finger food, durante le quali i pupi si lasciano a casa e si socializza col resto dei presenti, un posto che si chiama I Love Chocolate, dal quale mi sto tenendo a distanza ma già so che durerà poco, un ottico con montature particolarissime, una enoteca gourmet con prodotti tipici calabresi, la mia amica Filo e la sua coloratissima Boutique che oramai, per metà, abita nel mio armadio e, arrivato da due settimane, DUEBEBÈ COSE BIO. Cioè, da due settimane: ma allora ditemelo che me lo fate apposta… mi seguite! 

Il negozio, che già era sulla Circonvallazione Gianicolense, si è trasferito in questo angolo di mondo assai più tranquillo e family friendly (perché il papà che non vuole fare shopping, lo freghi con la scusa del parco!) e in un negozio ancora più grande e che gli rende maggiormente giustizia.

La proprietaria, gentile e preparatissima, mi ha accompagnato nel mio lungo tour esplorativo – che io quando mi impiccio, mi impiccio! – attraverso questo grande negozio dedicato ai bambini da 0 a 10 anni, con una particolare attenzione ai piccolissimi.

Qui trovate abbigliamento, biancheria, giochi, accessori, libri e interessantissime chicche che le due donne che hanno dato vita a questo negozio scovano nelle fiere in giro per l’Italia e non solo.

Alcuni marchi presenti in negozio già li conoscevo e adoravo: qui è avvenuto il mio primo, e temutissimo, contatto con Frugi – nota marca inglese coloratissima di abbigliamento bio – che ha fruttato alla nana un golfino giallo con coloratissimi bottoni e un paio di pantaloni variopinti con uccellini e elefanti.

il nostro primo piccolo bottino Frugi
il nostro primo piccolo bottino Frugi

C’è la mia amata NameIt, con tessuti di ottima qualità e prezzi abbordabili, e poi ci sono le stoviglie, i massaggiagengive e altre meraviglie bio di Ekoala, i calzini di Happy Socks, i giochi di Moulin Roty (Diana sta corteggiando assiduamente un carillon e papà ha messo gli occhi sulle costellazioni fluorescenti da attaccare in cameretta) e una fornitissima jeanseria per bambini.

Fra le cose che invece non conoscevo, ho scoperto qui Limo Basics, casa spagnola, specializzata esclusivamente in piccolissimi, di abbigliamento basic in cotone organico e colori vivaci e originali, e Yporque, anche questa dalla Spagna, con una linea di vestiti spassosi e irriverenti, fra i quali ho già adocchiato un abitino freschissimo per l’estate e una maglia molto Rolling Stones con tanto di gigantesca bocca a tasca sul davanti.

E visto che Diana quest’estate compirà due anni, ha colpito subito la mia attenzione anche BecoPotty, l’unico vasino biocompatibile, fatto con materiale vegetale di scarto e biodegradabile, quando lo seppellirete in giardino quando non servirà più e quello si decomporrà mescolandosi alla terrà. Io già vedo il rito tribale che compiremo, nel passaggio da Diana sul vasino a Diana sulla tazza, ballando attorno al vasino sepolto su cui pianteremo, che so, un fico. E poi le Lollipops collane in silicone per la dentizione, lavabili  comodamente in lavastoviglie, con le quali sostituire le vostre fino a quando i piccoli spetteranno di strapparvele via assieme a collo e lobi.

E poi tante borse e accessori per il cambio utilissimi per le mamme, la fascia portabebè giapponese superleggera, tascabile, che si può anche bagnare e quindi usare al mare (anche questa, lo ammetto, l’ho conosciuta qui) e che d’estate col caldo, essendo così piccola, è una manna dal cielo.

Bi

Infine da Duebebè trovate anche una piccola selezione di libri, per bambini e per genitori, e uno spazio dove fermarvi per cambiare il vostro bimbo, allattarlo, scaldargli il biberon il che mi sembra un gentile e eccellente servizio.

Cujo
Diana, papà e Cujo

Dulcis in fundo, mentre io fotografavo tutto (ma in negozio c’è molto di più) papà Tullio e Diana, dopo essersi divertiti con gatti e tartarughe al parco, sono impazziti per il cagnolino che stava tranquillo nella sua cuccia fino a quando non è arrivata mia figlia. Un minuscolo e tenero maltese – credo – di due mesi, credo neanche un kg, del quale vi direi volentieri il nome se Tullio non me lo avesse cancellato dalla memoria chiamandolo Cujo per tutto il tempo. Cujo, per chi non lo sapesse, è un romanzo di Stephen King in cui un gigantesco San Bernardo contrae la rabbia e tiene ferocemente sotto scacco una mamma con un bambino di 4 anni anni chiusi per tutto il tempo in macchina. Il maltese di un chilo, Cujo. Mah. Diana da chi prende prende non casca bene.

Come avrete capito, non potete farvi scappare Duebebè. Io, nel frattempo, devo capire come fare entrare la mia taglia M dentro una 10 anni perché voglio questa felpa qui. Uguali, una Diana e una Io.

La felpa del secolo
La felpa del secolo, Yporque
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Silvia Lombardo è nata nel 1978 a Roma da madre trasteverina e padre siracusano. Dopo una breve pausa in una città mostruosamente più a misura d’uomo come Torino, vive tuttoggi nella Capitale dove si aggira, minacciosa, con carrozzina e passeggino dall’agosto 2016. Diplomata alla Scuola Holden di Torino, si è occupata di cultura e spettacolo per alcune agenzie giornalistiche, ha scritto e realizzato un film a costo zero sul precariato dal titolo “La ballata dei precari” e pubblicato “La ballata dei precari – Guida di sopravvivenza per trentenni” (Miraggi Edizioni, 2011). Fra le altre cose ha fatto la giornalista, l’addetta stampa e l’insegnante di multimedialità per le scuole elementari e i licei. Ha collaborato con la Bel-Ami Edizioni, il Circolo Letterario Bel-Ami, Millionaire, Donne Sul Web, Rai e è stata una blogger de L’Unità. Ha insegnato sceneggiatura e da 12 anni studia il fenomeno della musica scritta nei campi di concentramento, sul quale ha scritto un documentario, uno spettacolo realizzato all’Auditorium Parco della Musica nel gennaio 2015 (con, tra gli altri, Ute Lemper e Marco Baliani) e, la cosa più bella, una lezione concerto per portare questa musica fra i ragazzi delle scuole medie e superiori. Nonostante nessuno avrebbe scommesso una lira sulla suddetta come mamma, il soggetto si dimostra pieno di buona volontà. E menomale perché Diana non dorme, non vuole parlare, non vuole camminare e non rinuncia al latte materno neanche con le cannonate. Quando il gioco si fa duro, non resta che inforcare fascia e passeggino e andare in giro per la città. Prima o poi una delle due dovrà pur dormire…