New York è una meta ambita e sognata da molti e se siete in compagnia di nanetti al seguito non scoraggiatevi! Una guida dettagliata di cosa fare, dove andare, come muoversi a New York con bambini da 0 a 3 anni scritta da una mamma per le famiglie!

New York, New York!

Diciamoci la verità, se non avete questa meta tra i primi posti della vostra whishlist, può essere esclusivamente per un motivo: ci siete già stati!

Una città immensa, quanto immenso è l’immaginario che le appartiene e che da decenni ormai accompagna nel bene e nel male la nostra quotidianità, il nostro bagaglio artistico-culturale, le nostre visioni tra tv e grande schermo, la musica che ascoltiamo, le letture che ci avvincono, gli acquisti di tendenza.

Ho avuto la fortuna di fare questo viaggio, finalmente, lo scorso ottobre, dopo tanti anni di progetti sognanti alla Sex&theCity con le amiche di sempre… andati in fumo! E la mia prima volta ne La Grande Mela, in barba a Carrie e compagne di merenda, è stata con il mio compagno e un Mr Big di 19 mesi.
12 giorni e 11 notti, a cavallo di Halloween, per girare il più possibile Manhattan e Brooklyn.

Se vi state domandando se ne valga davvero la pena considerate le fatiche ovvie e le “limitazioni” che comporta un viaggio del genere con un 0-3, la risposta è: decisamente sì! Lo faccia chi può. Tirate fuori le scarpe più comode che avete e scoprirete le meraviglie di questa città due volte: con i vostri occhi e attraverso i suoi / i loro!

Vi ritroverete a fissare rapiti contemporaneamente le stesse cose: le cime dei grattacieli che toccano le nuvole, le luci della Skyline di notte che tolgono il fiato, gli scoiattoli da inseguire in qualsiasi metro quadro di verde, le torte giganti e i cupcake nelle vetrine perfette, le fontane e gli edifici illuminati magistralmente: “Mamma!” e quel ditino ad indicare la meraviglia del momento.

Vuoi mettere? E poi fino ai 2 anni non pagano il volo: siamo moralmente obbligati a volare il più possibile!
Ma andiamo per ordine, affinché queste righe possano essere più utili possibile a chi voglia intraprendere un viaggio del genere.

La Stazione Centrale di New York vista da un quasi dueenne

COME ANDARE A NEW YORK

Sul mercato potrete trovare diversi voli diretti e prezzi sempre più abbordabili (ma non vi fomentate subito se il volo vi sembra per le vostre tasche: lo scoglio maggiore sarà l’alloggio, andate piano). Personalmente ho acquistato un volo Alitalia Roma-New York.

La compagnia italiana offre un buon customer care per le famiglie e per i neonati, soprattutto tra gate e controlli (ma dimenticatevi le stesse attenzioni per il volo di ritorno), e cercherà di assegnarvi i posti più comodi possibili (in economy sono i primi delle file laterali) per potervi dare anche la culla a bordo che attaccano alla parete davanti alla vostra poltrona (certo, mio figlio strabordava… ma è stato meglio di niente, poi ad un certo punto l’abbiamo usata come cesto per infilarci librini, vestiti e giochi).

L’orario che sceglierete per il volo non dovrà essere “a caso” ma vi conviene farvi qualche calcolo rispetto al bioritmo di vostro figlio/vostra figlia e il fuso orario (6 ore indietro rispetto all’Italia).

Alitalia ad esempio da Roma offre 4 voli diretti al giorno: 9:30, 10:40, 12:50, 14:50, io ho scelto quest’ultimo, sia per evitare levatacce, sia perché nonostante siano poco meno di 10 ore di volo (9 h e 45 min) ti consente di atterrare a New York alle, ora locale, 18:35, e questo ci ha consentito di gestire le ore rimaste prima della notte con più serenità. Inoltre abbiamo risentito del fuso orario solo nei primi 3 giorni, svegliandoci intorno alle 5 e crollando la sera alle 21.

Non dimenticate l’Assicurazione (che con Alitalia potete fare contestualmente al biglietto), sia sul viaggio (annullamento, spostamento, danneggiamento bagaglio, etc.) che con i bambini non si sa mai, sia su copertura sanitaria negli States.

Come sopravvivere a 10 ore in aereo? Nessuno conosce vostro figlio meglio di voi. Per noi qualche libro, giochini nuovi, piccoli pasti ma frequenti, qualche cartone, e tanta pazienza e tante chiacchiere! All’andata non ha dormito per più di 40 minuti ma è stato tranquillo e felice. Al ritorno, volo notturno più agitato, ma magari il vostro si fa una lunga dormita e così anche voi.

QUANDO ANDARE A NEW YORK: IL PERIODO MIGLIORE

Vi dicono che non esistono più ma voi puntate alle mezze stagioni (se potete). In pieno inverno o piena estate potrebbe fare davvero troppo freddo o troppo caldo per girare senza sosta 10/12 ore al giorno e godervela al meglio.

Ci sono stata ad ottobre e durante la prima settimana c’era una perturbazione fredda: minime anche di 2/3°. Niente di drammatico, intendiamoci, ma eravamo degli omini Michelin e, con un baby nel passeggino, che di certo non si muove e scalda quanto noi, si rischia di dover fare troppe soste, tra l’altro in luoghi di perdizione glicemica e non.

Gli ultimi giorni, invece, le temperature sono risalite e si è stati benissimo, a tratti anche senza giacca. Aggiungo che è indiscutibile il fascino che possa avere questa meta tra Natale e Capodanno, o a Ferragosto, soprattutto se le ferie non consentono altro: il consiglio vale solo dovendo e potendo scegliere un periodo più favorevole. Poi, non so voi ma personalmente quando in viaggio fa molto freddo non sopporto la quantità di cose da dover mettere in valigia o da avere costantemente dietro (sciarpa, cappello, guanti, copertina, piumino…) che mi fanno sentire una venditrice ambulante inesperta.

Esempio di orsetto polare su sfondo playground

COSA SERVE PER ANDARE A NEW YORK

Naturalmente dovrete avere il passaporto valido e visto ESTA per ogni singolo passeggero e che ha un costo di US $14 cad. Non vi riducete per la richiesta al giorno prima della partenza ma almeno una settimana prima per essere sicuri. L’autorizzazione ESTA è necessaria anche per procedere con il check-in online prima della vostra partenza.

Le vaccinazioni non sono necessarie, ma è sempre bene specificarlo dal momento che l’ha chiesto più di una mamma che sta programmando questo viaggio.

DOVE DORMIRE A NEW YORK

La vera mazzata è questa. Gli affitti a New York sono da capogiro. Preparatevi a spendere un bel po’, o a rinunciare a Manhattan. Se invece avete la grande fortuna di essere ospitati da qualcuno, beh, fategli un bel regalo e teneteveli stretti!

Qualche albergo che si salva (come rapporto qualità e prezzo) c’è sicuramente, ma meglio evitare se non avete un budget di almeno 250 dollari a notte, e soprattutto – consiglio vivamente – non volete fare a meno di un angolo cottura.

Puntate decisamente ad Airbnb e company. Io ho optato per un appartamento in condivisione con un host super carino e discreto, in un quartiere centralissimo (Chelsea), con una casa piccola ma ben tenuta e soprattutto molto pulita, che non è proprio scontato.

Anche mangiare fuori può costare parecchio se si scelgono ristoranti (ho notato che luci soffuse sta a prezzi alti): per ottimizzare un po’, anche in termini di trigliceridi, noi la colazione (il caffè, quello vero!) la facevamo a casa e poi, grazie alla cucina, si poteva preparare un piatto per il piccolo da portare dietro. Anche qualche cena è stata fatta a casa, quei giorni in cui si era troppo provati dai km percorsi e dal freddo preso.

Marcello e le anatre. Incontro al vertice!

COME MUOVERSI A NEW YORK

Se viaggiate con un passeggino la cosa che dovete assolutamente fare prima di accostarvi ad una metro è procurarvi la mappa di tutte le linee e cerchiare tutte le fermate che riportano il “simbolo internazionale di accesso” (privo di barriere architettoniche); quell’icona vi salverà la vita, o meglio la schiena, perché parecchie fermate, soprattutto quelle più antiche, non hanno la benché minima traccia di ascensori e passaggi facili. In ogni caso lì sono molto attenti a venirvi incontro qualora vi trovaste in difficoltà. I negozi e luoghi pubblici che hanno dei gradini all’ingresso e porte non scorrevoli/automatiche hanno un pulsante all’esterno indicante l’icona di cui sopra: può essere premuto da chiunque abbia bisogno di un supporto per accedere all’interno del locale. Avanguardia, vero?

Scaricatevi le app di Lift e Uber. Saranno una validissima alternativa al taxi.
Macchine condivise con altri passeggeri, costo (basso) già noto prima del viaggio, pagamento tramite PayPal. Per il resto: a piedi più che si può!

COSA FARE CON I BAMBINI

Su questo potremmo scriverci un libro, poiché la quantità di cose che questa città offre è ampia, ma soprattutto in continuo aggiornamento. Musei per piccoli, parchi, attrazioni varie. Ma la cosa che personalmente mi ha più colpito, tanto da decretare questa città come decisamente baby friendly per me, è stata la quantità di playground in ogni angolo della città.

Ogni quartiere, ogni piazza, ma anche ogni incrocio che presenti due aiuole messe in croce, ha un’area protetta con dei giochi per bambini. A volte anche due aree separate, per bambini di diverse età. E non parliamo di un anonimo scivolo e la sua compagna altalena, magari malandati, ma grosse strutture architettoniche sempre diverse, personalizzate, creative, colorate e soprattutto ben tenute. Vasche di sabbia o di ghiaia, finti dirupi con rivestimenti morbidi per rotolarsi, enormi pesci in legno da attraversare, casette, scale, scivoli di varie forme, il tris a grandezza di bambini, pareti da arrampicata, corde, tunnel. Cercarne uno lungo il tragitto diventa motivo e pretesto per una pausa felice per tutti. Tra l’altro sotto i 3 anni i bambini si parlano alla perfezione: possono socializzare con tutti, farci meravigliosi giochi, litigare o sposarsi, e guardarli è incantevole.

Ma a parte i playground, segnalati anche su Google Maps, inutile dire che ogni piazza è animata da musicisti e artisti vari, e non è difficile trovare bambini di ogni età ballare intorno ad un quartetto jazz o vederli ipnotizzati da virtuosi chitarristi, percussionisti, rapper o beatboxer.

Amore al MOMA

IL CIBO A NEW YORK

New York, intendiamoci, non è la Svezia in quanto ad attenzione per i neonati, ma sicuramente trovare un bagno senza fasciatoio non è facilissimo. Soprattutto nei bagni pubblici situati nei parchi, il fasciatoio c’è sempre.

Per quanto riguarda i pasti, la scelta è molto ampia, ma pur sempre condizionata dal budget. Quindi se parliamo di fast food, non tutti hanno un menù adatto a dei piccolissimi e ho avuto difficoltà a trovare dei microonde per scaldare il pasto che avevo con me. Ma sono cortesi, hanno cura del cliente, piccolo o adulto che sia, e faranno il possibile per aiutarvi. Così mio figlio onnivoro ha provato di tutto: dal menù baby del messicano (Chipotle, catena fast food) al riso alle mandorle del ristorante cinese più famoso di Chinatown (Wo Hop, 17 Mott St) passando per la carne del miglior barbeque di Red Hook (Hometown, 454 Van Brunt St, Brooklyn) alle bruschette di avocado di Le Pain Quotidien (catena molto diffusa, ottima). Non vi nascondo che 8 cacche su 10 era necessario un cambio dalla testa ai piedi per quanto si sporcasse, e che ho dovuto in emergenza comprargli dei pantaloni molto fashion nei negozio di moda francese per bambini più caro del quartiere (nei pressi del Guggenheim Museum), ma è chiaro che un po’ di subbuglio intestinale sia possibile e prevedibile: un po’ di fermenti lattici aiuteranno. Ma soprattutto: un triplo cambio con voi ogni mattina!

Ispirazione artistica al Guggenheim

I MUST HAVE PER GRANDI E PICCINI

Washington Square Park, DUMBO (Down Under the Manhattan Bridge Overpass), Hudson River Park, High Line, American Museum of Natural History, Central Park, Union Square, Madison Square Park, il Manhattan Bridge di notte. Il Grand Central Terminal naso per aria.

Relativamente ai musei e alle finanze, non tutti sanno che a New York i musei hanno un giorno della settimana o una fascia oraria in un dato giorno dove, se prole permette, si accede pagando “quanto si vuole”, letteralmente Pay what/as you wish: anche un dollaro se avete il coraggio! Consultate la lista (aggiornata e su portali affidabili), fate una doppia verifica sui vari siti dei musei e stilatevi un bel calendario d’attaco da poveri di tasca ma ricchi di spirito e motivazione!

Se invece sognate di salire sul tetto di uno dei grattacieli più famosi (One World Trade Center, Top of the Rock, Empire State Building) e magari volete farlo in un giorno e orario precisi, per vedere il panorama a 360° al crepuscolo, o a mezzogiorno, o in notturna, prenotate con largo anticipo giorno e ora, altrimenti oltre alla fila da fare vi toccherà anche accontentarvi del primo orario utile disponibile.

Buon viaggio a tutti!

Noemi e Marcello