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Un insolito e appassionante viaggio nel sud dell’Inghilterra con un bambino di due anni piuttosto vivace! La nostra Martina Venanzi, mamma, insegnante di teatro per bambini e una delle due anime de La Porta di Maka (agenzia di animazione, eventi e feste), ci regala un appassionato reportage non solo su questo suo viaggio, ma sul significato stesso del viaggio, del viaggiare con i bambini, del crescere insieme anche grazie al viaggio.

Ciao.
Sono Martina una mamma con il disturbo maniaco compulsivo per i viaggi, aiutata dal fatto di avere un marito che ama viaggiare tanto quanto me… in pratica si può serenamente dire che lavoriamo per partire.

Appena ci sono due soldi, e qualche giorno di ferie non ci facciamo parlar dietro!

SCEGLIERE DI VIAGGIARE CON UN BAMBINO SOTTO I TRE ANNI

Avere un bambino piccolo non ci ha fermato mai, anzi: ci siamo spinti anche oltre le nostre stesse aspettative.

Flavio, il super nano, abbiamo scelto di crescerlo senza delle rigide routine, questo ci ha aiutato a coinvolgerlo più facilmente se si fossero presentate giornate sempre diverse, con programmi modificabili anche all’ultimo momento.

Avere un bambino che non necessariamente deve dormire ad orario e mangiare in un dato contesto ci ha aiutato ad essere liberi di essere sbagliati e felici.

Abbiamo già viaggiato diverse volte con la formula 3 (eppur mi son scordato di te… dai lo so che vi è partita la canzoncina in testa!) ossia io, Il marito e il teppistello di casa.

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I nostri viaggiatori in Formula Tre

Ammetto che viaggiare con lui quando era più piccolo e tetta dipendente era più facile.

LUNGHI VIAGGI IN AEREO CON UN BAMBINO DI 17 MESI E DI DUE ANNI

Lo scorso anno si è fatto 12 ore di volo, 7 di fuso orario e ha tenuto botta che noi a confronto eravamo due pivelli: aveva 17 mesi, siamo arrivati a Los Angeles e poi con il camper ci siamo girati California, Nevada, Arizona e Utah per lasciarsi ammaliare dai meravigliosi parchi americani.

Ora però comincia ad essere grande, pur restando piccolo e questo rende un viaggio in aereo un po’ più impegnativo. È stata la sua prima volta, con posto assegnato.

Ero gasatissima, più di lui, nell’aver ottenuto la libertà di fare un volo senza 12 kg addosso… ma e c’è un MA come la meravigliosa Legge di Murphy vuole.

“Tutto quello che potrebbe accadere, accadrà” è una delle più grandi verità della vita, quando hai un figlio sarebbe bene tatuarsi ‘sta frase in fronte così all’occorrenza quando hai qualche vana speranza di poterla scampare ti ricordi di non far fede sul convenzionale quanto banale “ma dai te pare che succede a noi?!?”.

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Flavio, alias il teppistello, super elettrizzato

Flavio, per la prima volta aveva ben chiaro in testa cosa fosse un viaggio in aereo, che avrebbe volato tra le nuvolette e che sarebbe stato in alto in alto.

Ricordo che la sera prima del viaggio pensai: “Speriamo che l’aereo non faccia ritardo nel decollo, così Flavio non si stranisce a star fermo sul sedile e si gode subito la partenza per poi ammirare entusiasta il mondo visto dall’alto”

…e ovviamente che succede?
Tutto l’entusiasmo, la gioia, l’eccitazione che aveva incamerato prima di salire e poi nello stare sull’aereo con frasi tipo: “Oggi bolo mamma, bolo atto atto”, muoiono nel momento esatto in cui tutti saliti e accomodati, bagagli debitamente messi nell’apposita cappelliera, cinte inserite, finestrini aperti, poggia polso abbassati, tavolini chiusi…

ANNUNCIAZIONE ANNUNCIAZIONE: Il decollo subirà un ritardo di circa un’ora!!!

Ora provateci voi a tenere un bimbo euforico all’idea di partire e di vedere le nuvolette del cielo su un sedile, legato, immobile, a guardare una strada che avrebbe dovuto vedere correre veloce, restare ferma all’interno di un’aereoporto.

L’ora più lunga e buia della mia vita.

“Partiamo mamma?”
“Dai mamma, bolare io”
“Mamma?”
“Mamma Flavo no seduto, Flavo scende”

Poi finalmente si parte e come per magia curiosità e interesse lo catturano nuovamente.

VIAGGIO NELL’INGHILTERRA DEL SUD CON UN BAMBINO DI 2 ANNI: PRIMA TAPPA L’ISOLA DI WIGHT

Arriviamo a Londra Gatwick, affittiamo una macchina e scendiamo verso sud facendo tappa per la notte a Portsmouth perché l’indomani si prende il traghetto per l’isola di Wight.

Era per me impensabile andare nel sud dell’Inghilterra e non visitare “l’isola di chi ha negli occhi il blu, della gioventù, di chi canta hippy hippy py…”

Inoltre da brava speaker radiofonica non potevo esimermi dal toccare la terra dove Guglielmo Marconi ha costruito la prima stazione Radio. Sono differenti i viaggi che ho fatto o desidero fare a causa di un film o di una canzone.

E così per merito dei Dik Dik (e di mio padre che me la cantava) desideravo vedere Isle of Wight fin da monella, e per lo stesso identico motivo devo colmare la lacuna di non esser ancora mai stata a Lugano e in questo caso la colpa è di Ivan Graziani (e di mio padre che me la cantava).

A Portsmouth, abbiamo alloggiato in un Holiday inn al porto su un’area pedonale meravigliosa con annesso un centro commerciale all’aperto di quelli tipicamente inglesi. Ne ho visitati di simili a Bristol (Cabot Circus) e a Liverpool (Liverpool one).

Se non ci fossimo trovati ad aver già prenotato da Roma le camere all’Isola di Wight per il secondo giorno del nostro viaggio probabilmente avremmo sostato un’altra notte a Portsmouth perché si è rivelata davvero interessante.

VIAGGIO IN TRAGHETTO VERSO L’ISOLA DI WIGHT CON TANTE COMODITÀ PER I BAMBINI

Quando il giorno dopo ci siamo recati a prendere il traghetto non avevamo comprato preventivamente il biglietto sul SITO perché con un bambino piccolo avere degli orari fissi spesso è difficoltoso così ci siamo presi il privilegio che allo stesso tempo si può definire limite di andare lì e vedere che cosa trovavamo.

Con l’acquisto del biglietto del traghetto hanno regalato a Flavio una cartellina con fogli da disegno da colorare e giochi interattivi con adesivi attacca e stacca che lo hanno coinvolto nell’attesa di salire sulla nave.

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Il viaggio è durato più o meno quaranta minuti e Flavio è stato spalmato su un grande oblò ad esultare con cose tipo: “Wow il mare mamma, i pesci… wow che bello”.

Su questo, viaggiare con i bambini ti aiuta ad emozionarti per le piccole cose e anche prendere un traghetto non è mai una banalità. La sua emozione è la mia emozione.

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Siamo due genitori che non potrebbero spendere le loro ferie in un villaggio e mollare il nano al mini club (ovviamente nulla in contro chi lo fa: la stanchezza la conosciamo bene…). I motivi sono vari e tra questi c’è sicuramente la noia che si impossesserebbe di noi nello stare in un unico posto a fare ogni giorno le stesse cose con cadenza quasi Svizzera. Abbiamo sete di natura, di avventura, di escursioni (anche folli a volte).

E mentre le affrontiamo passiamo il tempo a ripeterci “ma chi ce l’ha fatto fa?!”

Più di ogni cosa amiamo viaggiare in famiglia, nostro figlio sta con noi ed esattamente come a volte deve seguirci in posti per lui non proprio convenzionali, altre volte seguiamo noi lui in aree attrezzate tra bambini urlanti, schizzi d’acqua ovunque e guerre di supremazia.

Un viaggio con i figli non è semplice ma sarebbe ancor più difficile per noi fare un viaggio che non ci piace: lui si adatta e si diverte ed esattamente come noi è stato capace di emozionarsi con i panorami mozzafiato dell’Isola di Wight.

VIAGGIO CON UN BAMBINO DI DUE ANNI NELL’INGHILTERRA MERIDIONALE: COSA ABBIAMO FATTO ALL’ISOLA DI WIGHT

Abbiamo alloggiato a Shaklyn e subito ci siamo dati allo “Sport”

JURASSIC BAY ADVENTURE GOLFSU QUESTO SITO trovate le info

abbiamo affrontato questa sfida di famiglia a minigolf ma dopo la seconda pallina buttata in una sorta di stagno jurassico abbiamo scelto di concludere la nostra avventura da golfisti della manica.

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CENA SUL MARE

Abbiamo cenato sul mare con un’arietta frizzante che quasi pizzicava la pelle e venendo dalla Roma di Agosto ci ha rigenerato. Per Flavio ho ordinato un menù bimbi che comprendeva pesce, patatine e fagioli, questi ultimi sembrano essergli piaciuti particolarmente tant’è che glieli ho presi un’altro paio di volte nelle tappe successive fino a comprendere che la terza volta sarebbe poi stata anche l’ultima perché abbiamo avuto modo di scoprire che non li digerisce affatto. A Brighton dopo un’incantevole bbq in spiaggia ha pensato bene di lasciare un ricordino di quelli grossi… ma questa è un’altra storia e neanche troppo interessante ma serve a ricordare che Murphy e la sua teoria sono sempre lì alle calcagna.

VIAGGIO IN INGHILTERRA CON BAMBINI: ALUM BAY E THE NEEDLEES

Nelle nostre tappe non poteva mancare una passata sulla costa di Alum bay e The Needles; sicuramente posto turistico ma certamente indispensabile da visitare.

C’è anche un parco giochi, il Needlees Pleasure Park che abbiamo volutamente evitato per non arenarci li e abbiamo affrontato un cammino con Flavio in spalla verso quelle che erano le vecchie basi militari con lo scopo di raggiungere “gli aghi” dall’alto e ammirarne lo splendore, ancora più certi che la natura non ha rivale alcuno.

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La scelta di fare viaggi on the road oltre ad essere una passione pregressa che avevamo entrambi (io e mio marito ancor prima di stare insieme), nel 2008 io arrivai in moto fino in Repubbblica Ceca, e lui ha girato in Camper gran parte dell’Europa. Questa passione dei viaggi su strada è aiutata dal fatto che Flavio in macchina si perde facilmente ad osservare i panorami e se è proprio distrutto dorme perciò un viaggio risulta piacevole e mai troppo stressante.

Nel pomeriggio dopo aver girovagato senza una reale destinazione ci siamo fermati a Cowes e ci siamo concessi una birra approfittando del pisolino di Flavio, poi abbiamo passeggiato su un litorale super romantico e ci siamo fatti qualche foto tanto per stare al passo con gli standard di pubblicazione che Facebook richiede da perfetta Social addicted

CORRERE NEL MARE CON I BAMBINI: LA BASSA MAREA DELLE COSTE DEL SUD DELL’INGHILTERRA

Le coste del sud dell’Inghilterra sono famose per i fenomeni della bassa marea e a Ryde abbiamo corso su oltre un km di mare in secca piena, ad una velocità che neanche se ci stesse correndo dietro un lupo affamato…

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Flavio si è divertito tantissimo e noi più di lui: in 32 anni non avevo mai camminato per così tanta spiaggia in secca ma la cosa più divertente con i bambini è veder tornare il mare proprio lì dove prima stavamo correndo.

A Ventnor dove abbiamo trovato una meravigliosa piscina bassa a forma di Isola di Wight in cui i bambini saltavano e si schizzavano.

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Abbiamo approfittato dell’orario della ninna di Flavio e ci siamo concessi un’escursione a dir poco tosta (tra scale, discese e salite, strettoie con il passeggino e il nano a peso morto sopra) sul perimetro della Cliff Top Walk, un insieme di sentieri sulla scogliera che ci ha portato a Steephill Cove.

L’ultimo giorno all’isola di wight abbiamo passato la serata vicino casa e abbiamo scelto di visitare Shanklin Chine, una gola in cui per una mezz’oretta ci si dimentica di stare in Inghilterra, è consigliabile farla al tramonto o di sera perché i giochi di luci all’interno rendono tantissimo. Ruscelli, cascate e piante aiutano e rigenerarsi un po’ con la natura.

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La mattina in cui avremmo ripreso il traghetto per rientrare dall’Isola di Wight abbiamo portato Flavio a Godshill dove era rappresentata tutta Shanklin e dintorni in miniatura, ha passato il tempo a ripetere “Flavio è gande gande”.

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L’Isola di Wight ci è piaciuta tantissimo, mentre ci dirigevamo verso Brighton già stavamo ipotizzando ad un periodo utile per tornarci.

Non sempre sono riuscita a tornare in tutti i posti che mi ero ripromessa di vedere nuovamente nel tempo, forse mai a dirla tutta. Alcuni viaggi fatti ad un’età e con delle persone non sono certo gli stessi tipi di viaggi fatti ad un’altra età con altre compagnie.
Eppure mi piace fantasticare su un’altra opportunità… insomma come direbbe Califano, io non escludo il ritorno.

VIAGGIO IN INGHILTERRA DEL SUD CON UN BAMBINO DI DUE ANNI: BRIGHTON

A Brighton abbiamo una coppia di amici e nella scelta delle nostre tappe volevamo permetterci il lusso di passare qualche giorno con loro.

Prendete appunti su una cosa fondamentale se viaggiate in macchina: a Brighton è impossibile parcheggiare, i posti per le soste sono tutti per residenti e quei pochi a disposizione del turista sono a fruizione per 2 ore al massimo.

Noi avevamo un parcheggio a pochi metri dall’Hotel dove alloggiavamo. (Eravamo davanti British Airways i360 e dopo le 9 ore e fino alle 24h abbiamo speso 18 pound, ma se la sosta dovesse essere più breve non conviene molto noi abbiamo speso 10 pound per 4 ore, non molto economico).

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Brighton mi ha conquistato rispetto a Londra per il mare, io sono una romantica e ho bisogno dell’orizzonte senza palazzi e costruzioni, mea culpa.

Ci siamo regalati una passeggiata sul lungo mare dove ci siamo imbattuti in una serie di interessanti realtà che hanno catturato la curiosità di Flavio, in sequenza: una casa al contrario, un parco giochi con sabbia bellissimo e una piscina bassa ma soprattutto free per i nostri nani.

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Passegiando siamo arrivati a raggiungere i nostri amici con i quali abbiamo fatto un barbecue in spiaggia, una pratica molto in voga a Brighton.

LE SCOGLIERE DELLA MANICA: SEVEN SISTERS CLIFF

Una nuova destinazione studiata a tavolino battendosela fino all’ultimo con le bianche scogliere di Dover è stata la scelta di visitare le Seven Sisters Cliff, una serie di sciogliere di gesso che si affacciano sul Canale della Manica. Questa giornata ci ha regalato panorami che fanno bene all’anima: distese di prato larghissimo con i confini a picco sul mare; da questa esperienza ho capito perché molti inglesi girano con il bambino al guinzaglio, cosa che non approvo neppure un po’, ma mi sarei risparmiata di correre dietro a Flavio per tutto il tempo.

Per questa passeggiata di salute (perché tanto leggera non è stata) avere un bimbo che cammina aiuta ma magari se avesse avuto 3/5 anni magari sarebbe stato più obbediente.
Il mio consiglio è aspettare di avere un bimbo che abbia almeno compiuto tre anni o che sia quanto meno un attimo più disciplinato, ci dev’esser pure un motivo se dico è un teppistello, o no?!?

VIAGGIO IN INGHILTERRA CON I BAMBINI: I CASTELLI INGLESI

In questo viaggio ci siamo dedicati pure ad un po’ di storia andando al Castello di Bodiam che forse tra i Castelli Inglesi è quello meglio conservato nel tempo; Flavio ha giocato a recitare un po’ e mi ha riempito di orgoglio con le sue facce e i suoi travestimenti.

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Anche se oggi ormai la mia carriera teatrale è un bel ricordo, non nego che per un attimo l’ho immaginato su un palcoscenico a realizzare quello che è stato l’unico vero sogno della mia vita (fare l’attorA) che io ho fatto sfumare a causa dei mille troppi interessi che ho avuto da giovane, portandomi a fare tanto di tutto e mai troppo bene. (Se è per questo ho avuto anche una fase da Violinista… ovviamente fallita).

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Ora faccio la mamma, viaggio con la mia famiglia, insegno teatro ai bambini e ho un’agenzia di eventi pubblici e privati dedicata ai bambini, La Porta di Maka.

Forse non faccio esattamente quello che volevo fare ma sono certamente diventata chi volevo essere.

“Amare non è guardarsi l’un l’altro, ma guardare insieme nella stessa direzione”
Antoine de Saint-Exupéry

Mamma Martina e Flavietto

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