Maria Montessori, medico prima e pedagogista poi, ha saputo attraverso anni di studi e approfondimenti creare i grandi principi della pedagogia montessoriana studiati oggi in tutto il mondo con cui valorizzare e stimolare l’intelligenza e l’unicità di ogni bambino.

Maria Montessori nasce il 31 agosto 1870 a Chiaravalle e riceve un’educazione molto rigida.
A solo 26 anni si laurea in medicina, una delle prime donne in Italia ad avere questo titolo.
Lavorando presso la clinica psichiatrica dell’Università La Sapienza di Roma scopre che i bambini seguiti per dei “deficit di ritardo” non avevano, durante la degenza, giochi che potessero stimolarli.

Dal 1900 – dopo aver studiato due pedagoghi Francesi come Jean Itard e Edouard Sèguin e aver approfondito le sue ricerche sui deficit – decide di consacrarsi alla pedagogia.

A tre anni, il bambino ha già gettato le fondamenta della sua personalità

Nel 1907, dopo aver scelto di dedicarsi ai bambini in età prescolare, nel quartiere San Lorenzo di Roma fonda la prima Casa dei bambini dove può testare il suo metodo di ricerca sull’osservazione e non sul giudizio.

Nel mentre organizza corsi internazionali, apre altre Case dei Bambini per organizzazioni non governative e associazioni, forma gli insegnanti e partecipa agli scambi della Lega internazionale per l’educazione nuova, durante i quali incontra importanti pedagoghi di questo movimento come Adolphe Ferrière, John Dewey e Roger Cousinet.

Nel 1929 fonda l’Associazione internazionale Montessori che ha l’obiettivo di diffondere, promuovere e preservare tutti i principi cardine pedagogici che ha formulato e praticato negli anni per lo sviluppo completo dell’essere umano fin dalla tenerissima età.

L’educazione non è efficace se non aiuta il bambino ad aprire se stesso alla vita

Muore nel 1952 e suo figlio porta avanti la sua opera fino al 1982 anno in cui muore.

A oggi sono oltre 22.000 le strutture pedagogiche nel mondo di stampo montessoriano.

I bambini vogliono scoprire il mondo, diamo loro le chiavi per esplorarlo

Le attività montessoriane per bambini

Il bambino è costruttore dell’uomo e non esiste uomo che non sia stato formato dal bambino che egli era una volta

Noi di Roma03 amiamo molto Maria Montessori e tante volte vi abbiamo parlato di attività di carattere montessoriano da proporre ai vostri bambini come il tappeto montessoriano e giocare con le matriosche 

matriosche

Molte altre sono le attività erroneamente attribuite a Maria Montessori che invece hanno altri ideatori, come ad esempio il cestino dei tesori, la scatola Azzurra, riproposte comunque poi nel tempo anche da Maria Montessori e rivisitate secondo i suoi principi pedagogici.

Con i sensi si afferrano le immagini del mondo, necessarie all’intelligenza; con le mani si afferrano le cose materiali, necessarie al corpo

Ad esempio il gioco della torre che maria Montessori ha rivisitato con la sua famosissima Torre Rosa.

Oggi per festeggiare questi 150 vi consigliamo un’attività prettamente montessoriana che per i nostri cuccioli è sempre un evergreen: i travasi.

Attività da fare in casa con i bambini: travasare che passione!

travasi

Tra i giochi di maggiore applicazione pratica c’è il travaso; i bambini amano travasare, versare, spostare da un recipiente a un altro ed è un’attività fondamentale per il loro sviluppo.

Mai aiutare un bambino mentre sta svolgendo un compito nel quale sente di poter avere successo

L’attività del travaso si pone tra i primi posti per l’ interesse che desta nei bambini, non richiede molto materiale ed è di fruizione prettamente pratica e autonoma.

Il travaso ha varianti infinite con molteplici scopi educativi annessi come versare l’acqua, spostare materiale da un recipiente a un altro, usare le pinze, le siringhe, il contagocce, la spugna, la bacinella di sabbia, la bacinella d’acqua.

Attività montessoriane per bambini: versiamo l’acqua

Una delle prime attività di travaso che potreste far fare al vostro bimbo è quella di esercitarsi a riempire una caraffa di acqua dal rubinetto della cucina, così da farlo sentire utile perché ha preso l’acqua per tutti da portare a tavola.
Successivamente potrà provare a versare l’acqua nei bicchieri dei suoi commensali, potrebbe versare l’acqua in un imbuto o ancora prendere dell’acqua da una bacinella con una spugna e poi strizzarla in un altro contenitore.

Quando comprendiamo tutto quello che acquisisce il bambino in autonomia, sapremo cosa può diventare l’uomo

Anche usare il contagocce potrà rivelarsi divertente e differente come modo di trasportare acqua da un punto iniziale a uno finale.

L’attività non consiste solo nel travasare l’acqua ma anche nel farla sgocciolare solo se nel recipiente a essa dedicato. Inoltre se il bambino bagna o sporca è importante insegnargli a pulire e sistemare l’occorrente utilizzato.

Attività da fare in casa con i bambini: travasare con il cucchiaio

Divertente può essere anche fornire al bambino differenti ciotole e poi fargli spostare il contenuto da una ciotolina all’altra con un cucchiaio, facendo attenzione a non disperdere chicchi, semi, briciole, granellini da una parte all’altra.

Travasi

E della variante con la pinza ne vogliamo parlare? Lo stesso procedimento di passaggio di oggetti da una ciotola a un’altra può essere stimolante per esercitare le dita della mano facendogli spostare noci, conchiglie, sassi.

Lo sviluppo è una successione di nascite

La riapertura delle scuole e le attività extra scolastiche

Ci auguriamo davvero che tutto riprenda il più possibile vicino a quel che eravamo soliti considerare “normale” e che anche i laboratori e le attività extra scolastiche che eravamo felici di raccontarvi e indicarvi nei post del weekend siano tra le prime iniziative a ricominciare.

Che questo 2020 sia stato deleterio per i nostri piccoli è indiscutibile, ma forse questo anniversario sarà di buon auspicio?

Noi lo speriamo con tutto il cuore, perché durante il lockdown ci siamo davvero inventate di tutto per intrattenere i nostri cuccioli, ma adesso siamo stanche e un po’ esaurite… e non c’è Montessori che tenga davanti a un bambino che vuole attenzioni h24 per 6 mesi, ininterrottamente, mentre si lavora e si gestisce la famiglia condividendo gli stessi spazi.
Chissà forse anche Maria in questo caso sarebbe stata un po’ meno paziente e in ascolto, un po’ meno pronta a insegnare a fare da soli, a far rispettare le regole e l’ordine con serenità. Ci piace pensare che ogni tanto, anche lei avrebbe perso il suo proverbiale aplomb….